Storia, libri, formazione

Risposta allo Sciopero Globale Clima

Le discussioni sul clima si fanno via via più frequenti. Il nodo centrale delle discussioni sono le modalità di produzione di tutto quanto viene utilizzato nella vita di tutti i giorni in particolare per gli spostamenti.

Le frasi e la posizioni sono ricorrenti.

Ricorrente è la dichiarazione sulla incapacità sostanziale dell’uomo alla rinuncia, alla estrema difficoltà di una conversione industriale che significa lo stravolgimento della vita di ognuno e della società nel suo complesso. Ciò che si è determinato in un secolo, è comodo e per molti versi utile, non si può smontare facilmente. Non può essere facilemnte digerito dal singolo.

Di qui la richiesta alle istituzioni, nazionali e sovranazionali, affinché, passando al disopra della volontà e comportamento dei singoli, prendano progressivamente ed in modo accelerato quei provvedimenti che si crede possano frenare il degrado ambientale e invertire la attuali tendenze.

Sopravvissuti ed evoluti, come tutti gli altri animali e piante, in continua lotta per la sopravvivenza portiamo in noi stessi il “selfish gene” di Dawkins, un patrimonio genetico inteso a perpetuare se stesso nel tempo senza nessuna sensibilità verso il resto del mondo o meglio una graduale diminuzione di interesse per gli individui via via più distanti da noi nel rapporto di parentela e poi di specie. Man mano che la sensibilità diminuisce aumenta l’interesse utilitaristico.

Tutto ciò può essere solo in minima parte smorzato, regolato, dalla legge. La nostra natura si esprime attraverso le leggi e non viceversa. Con le leggi, ma una norma scarsamente condivisa ha vita breve, si cerca di contemperare l’interesse individuale a quello della comunità. Ogni comunità esprime un diverso ordinamento o interpretazione.

Questa natura umana, inerentemente egoista che, è bene ripeterlo, é comune ad ogni vivente, non può essere dimenticata quando si parla del futuro della nostra casa, il pianeta Terra.

Come ogni territorio nel suo complesso é in grado di supportare la vita di un numero molto grande di specie in equilibrio tra loro. Ma se molto grande è il numero di specie possibili, anzi la variabilità pare in rapporto inverso con la ricchezza e qualità della vita, non così é per il numero di individui di cui é composta la singola popolazione. Nessuna di esse può ingrandirsi a dismisura se non a scapito delle altre e a medio o lungo termine a scapito di essa stessa. Man mano che ci si avvicina al vertice della catena alimentare il danno provocato dal sovrannumero é maggiore e gli esiti precoci.

Qualsiasi allevatore, sociologo, psicologo od osservatore naturalista conosce bene ed a riflettuto a lungo sui problemi indotti dall’aumento della densità della popolazione. Ma non bisogna essere degli scienziati per apprezzare la differenza fra la qualità della vita umana od animale in un ambiente rarefatto e ben organizzato e quella possibile in un pollaio dove l’allevatore per il suo interesse particolare non tiene in alcun conto il benessere degli animali che sono intesi come macchine produttrici.

L’aumento della densità riduce gli spazi e la qualità della vita per il singolo ma non il cibo solo quando la comunità vive in ambiente circoscritto dove il cibo proviene dall’esterno.

Per quanto grande la Terra è un ambiente finito, inteso come di superficie limitata e definita. Come tale non è in grado di mantenere una popolazione i cui individui aumentano indefinitamente. Anche se teoricamente fossero mantenuti stabili i rapporti fra le varie specie.

Il cibo necessario é solo uno delle variabili indotte dal numero dei componenti della popolazione.

Il cibo ed il nostro comportamento si traducono inevitabilmente in rifiuti.

Anche una popolazione di pesci, che non va né in automoble né a scuola e men che meno utilizza derivati del petrolio é capace di soffocare se stessa in un acquario con le proprie deiezioni. Un numero determinato di pesci può vivere in un acquario. Un numero determinato di capi di bestiame può vivere in un pascolo.

Se è necessario rivedere per modificarli i nostri comportamenti, è altrettanto necessario comprendere che non si può evitare di discutere sul numero degli utilizzatori. Sarebbe onesto intellettualmente ma le poche volte che questo accade si è ignorati, zittiti o accusati apertamente.

Durante il secolo scorso l’incremento demografico era al centro delle discussioni come causa del degrado ambientale. Oggi al suo posto ci sono le metodiche di produzione dell’energia quando, ed é paradossale, esse sono in media meno inquinanti di allora. Il fatto é che la produzione é aumentata in modo esponenziale per far fronte ai maggiori consumi del singolo ma, é questo il punto, alla maggiore diffusione dei consumi ed al maggiore numero degli individui. Che possono e potranno consumare responsabilmente di più se saranno di meno.

Forse ogni discussione potrebbe essere affrontata in modo più logico se non si dimenticasse uno o l’altro dei due aspetti. La frase “nessuna madre o nessun padre per quanto si dia da fare può allevare e alimentare le aspettative dei propri figli se i figli sono troppi” non dovrebbe essere sottovalutata.

Non c’è intellettuale del ‘900 che non l’abbia pronunciata. Io ricordo mio padre, anni ’60.

Ai ragazzi che scendono in piazza per reclamare politiche ambientali vorrei ricordare che esistono le politiche demografiche.  Il vostro futuro non é tanto nelle mani degli anziani quanto nel freno che saprete porre alla riproduzione quindi all’incremenponderale to della comunità umana mondiale. La spinta alla riproduzione, come l’egoismo, appartiene al singolo individuo piaccia o no. Solo la comunità può in qualche modo cercare di limitarla. Programmarla sarebbe il termine corretto. Peccato che in qesto caso il termine risulti antipatico. Tutte le leggi o solleciti utili al controllo demografico del passato hanno incontrato grande difficoltà perchè non sono comprese ed in opposizione ai nostri istinti.  Controlliamo la sorte ed il numero di tutti gli altri esseri viventi. Dovremmo imparare a gestire il nostro.

Franco Belmonte,   bitlessandbarefoot-studio.org

Master “Gestione Naturalizzata del Cavallo”

Nota marzo 2019

A più di un anno dalla seguente comunicazione sulla istituzione del Master non è mai seguita la attivazione. Silenzi, risposte banali sono state date alle domande di chi si è dimostrato interessato. Alla prova dei fatti non pare che produzione ed interesse da una parte e medicina dall’altra possano almeno convivere nelle stesse stanze. Se mai un corso sull’argomento proposto “la gestione naturalizzata così come viene intesa dagli anglosassoni del barefoot” fosse attivato non credo avrà gli stessi contenuti che ho elaborato e presentato.Si è persa una occasione. Coloro che desiderano ricevere il programma dettagliato del Master per studio, ricerca o didattica possono chiedermelo. 

Con decorrenza 7 novembre è stato pubblicato dalla Università di Teramo il bando di concorso per l’accesso alla frequenza del Master di primo livello “Gestione Naturalizzata del Cavallo”.

http://www.unite.it/UniTE/Didattica/Master_corsi_di_formazione_2017_2018/Gestione_naturalizzata_del_cavallo

Sulla stessa pagina alla voce Foreign student ho desiderato venisse inserita una minima informativa per lo studente straniero:


Note, march 2019

Dear friends, more than one year after the Master approval, the lessons does not begin. Why? A real answer was not give to the interested people nor to me. It seems that good medicine can not stay in the same rooms with production and interest. Production is the real target there,  not wellbeing, hygiene and natural boarding. If, in the future, the Master takes place i do not think  it will contain the programs I wrote. Who likes or needs to receive a detail of the program for didactic purposes please contact me.

 

Foreign student I wrote for you an introduction to this Master. I hope to receive questions and questions. Feel free to contact me. If we do not reach enough application this master will be offered again the next year. Keep in touch.

Dear foreign students and graduates,

simply we like to give you and to the professionals some information introducing the new Master “Gestione Naturalizzata del Cavallo”or in english “Horses, the Natural Way”. The course should start march 2018.

An introduction of 3 weeks covers principles of biology, istology and comparative anatomy, first aid
technique. The core theory, 4 weeks, will introduce the student to partnership, hoof care, nutrients requirements of horses and other subjects of study. Terrain drainage, shelter construction, fencing.

During the “open air” activity (6 weeks) and the all day long life with the horses, their hooves trimming and care, the target is to underline a particular matter everyday. That could be partnership,parasitology and fecal egg
count, harness and carriages, hay analysis, training, diet and more. We plan to have biologists, engineers, trainers, farmers, chemists, vets supporting to give to the students the better possible idea and informations about the many
problems it is possible to encounter.

The “open air activity” that follows the indoor activity will take place in a rescue centre, a breeding facility, riding schools. Finally the exam is a version of what is asked to join the American Hoof Association as an Apprentice.

This Master wants to answer to the world wide demand of professionals that are asked to be able to guide who works around the horses, owners and breeders first, to reach and have an ethical and humane, effective and cheap, behavior.

This Master is an expression of the barefoot movement that wish to be totally iron free and his techniques that look at the performance without to forget the animal wellness and dignity.
During the last century and two world wars most of our life is changed. At least in the western emisphere we are free from the heavy fatigue of the past. Other problems continually arise but if we will be able to understand that humans have primary necessities and our total number is of a major concern we can win and survive. It seems difficult. To discover that animals are in need of space and that space is directly related with food and dignity could get humans to reflect on themselves and our finite world. Horses can help us again. For sure we can help them the natural way.

The course is opened to all graduates. Auditors not graduated are welcome and allowed to subscribe. In the case of foreign students the lessons will be given both in italian and english language. It is an opportunity too for the italian students to improve their knowledge. The books and lecture notes are in english. P.Ramey, J.Jackson,K.Watts, E.Kellon, R.Bowker, D.Taylor, others. Some notes from my articles and european vets from the eighteenth century till today. Bracy Clarks, H.Strasser. If the number of 15 students is not reached (date
to apply ends december 31) the course will be presented again the nex autumn. To the applicant interested to the cost of the course. That was determined 4000 euro. The student has to remember that her or his has to face daily expenses for 13 weeks spread during the year.


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Il Master che da qualche anno mi veniva chiesto di elaborare nel Programma prende così finalmente vita. La possibilità di istruire secondo i principi e metodiche del  Movimento Barefoot  laureati provenienti da ogni corso di laurea anche se  elettivamente provenienti dalla facoltà di veterinaria e di scienze mi è stata offerta dal prof. Lucio Petrizzi nella stessa Università che anni orsono ha ospitato Jaime Jackson per una presentazione.

Nel Programma che ho elaborato le tecniche per il mantenimento dello zoccolo scalzo occupano una parte importante. Per un eguale però se non maggiore tempo lo studente sarà impegnato nello studio del complesso di molte altre materie che fanno capo all’Igiene ed alla Medicina Preventiva. Obiettivo del Master infatti è la Gestione nel suo complesso, di cui il  pareggio dello zoccolo è parte.

Dopo una necessaria introduzione di Biologia Generale, Istologia ed Anatomia Comparata ed un cenno alle pratiche di Pronto Soccorso il corso si addentrerà nello studio dell’ambiente e come meglio concepirlo ed utilizzarlo per salvaguardare le necessità di specie del cavallo e conseguentemente il suo benessere. Esposizione, orografia, recinzione, pulizia, costruzione di ricoveri e opere di drenaggio.

La partnership ovvero la capacità di instaurare un rapporto di fiducia e collaborazione con l’animale sarà oggetto di presentazione e di esercitazione diretta. Per questo sarà coinvolto come insegnante Gianluca Civeli di Certaldo che ha avuto per molti anni come mentore l’ex istruttore tre stelle del sistema Parelli Edwin Wittwer.

Altra materia di particolare rilevanza sarà l’alimentazione. Analisi del fieno e dell’erba, confronto con le necessità individuali dettate da sesso, peso, condizione ed attività secondo le indicazioni della pubblicazione Nutrients Requirements of Horses (NRC) edita dal Consiglio Nazionale delle Ricerche statunitense.

Durante la attività che ho chiamato di Tirocinio per sei settimane oltre ad occuparci dell’osservazione e cura in senso lato del cavallo e del suo zoccolo avremo ospiti di rilievo. Biologi, veterinari, ingegneri, farmacisti, fisici con i quali di volta in volta esamineremo diversi aspetti coinvolti nella Gestione. Gestione Naturalizzata è bene ricordare non naturale in quanto ci è possibile per conoscenza e possibilità avvicinarsi ma non eguagliare la condizione dell’animale a tutti gli effetti libero.

Per una dettagliata informativa sulle lezioni contattatemi liberamente. Il mio obiettivo prossimo futuro è quello di pubblicare su questo sito il dettaglio delle lezioni teoriche in aula e pratiche in campo al fine che altri possano utilizzare il mio lavoro come guida ed aiuto nell’organizzazione del proprio.

Una parola sull’utilizzo della lingua inglese. I testi sono in inglese, primo fra tutti “Care and rehabilitation of the equine foot” di Pete Ramey. Questo non dovrebbe spaventare lo studente anzi spronarlo. L’aiuto dei docenti ed il continuo passaggio dall’italiano all’inglese nei termini costituisce invece una occasione per impadronirsi di una lingua che da tempo è caratteristica irrinunciabile per ogni professionista. Di grande aiuto sarà il fisico Leonardo de Curtis che può passare in modo disinvolto dall’italiano al tedesco all’inglese.

Le formalità non hanno permesso di pubblicare il bando di concorso prima del 7 novembre 2017. La scadenza per l’iscrizione al corso è la fine dell’anno. Molto poco per sperare in un numero sufficiente di  iscritti. In questo caso il corso verrà riproposto l’autunno del prossimo anno con le stesse modalità.

Il movimento barefoot vede realizzata con l’offerta di questo Master l’opportunità della diffusione dei propri principi e tecniche. Principi e tecniche che con decisione allargo, grazie al Programma, alla necessaria ed etica gestione nel suo complesso ed alla rinuncia non solo dei ferri ai piedi ma del ferro in bocca. In questo ho trovato un particolare alleato nel prof. Petrizzi titolare dell’insegnamento di Patologia Chirurgica a Teramo e coordinatore del corso.

Spero con questo di rispondere alle necessità di un numero sempre maggiore di  proprietari di cavalli e di asini e di creare opportunità di lavoro per i giovani. Il programma è inteso a formare una nuova generazione di professionisti con capacità critica, teorica e manuale tale da realizzare  una gestione economica efficace ed etica.

Il Master sta trovando spazio via via su numerosi siti italiani e stranieri. Sulle pagine del polo universitario di Zurigo, siti di studenti di Berna, siti professionali americani e italiani come l’ordine dei medici veterinari di Lodi.

Grazie a coloro dell’Università di Teramo che fattivamente hanno permesso di portare a compimento l’offerta di questo Master. Per tutti la signora Monia Alessandrini abile costruttore della pagina web dell’ Ateneo.

Franco Belmonte, biologo e AHA certified practitioner.                                                              Trevignano Romano, novembre 2017

 

 

Ritardo nella formazione veterinaria

Nel numero 63 di “The Horse’s Hoof”, estate 2016 uno degli editori dopo avermi interpellato ha scelto di pubblicare la mia breve risposta ad una delle domande che da qualche tempo sempre più proprietari di cavalli, ed asini, si fanno non solo negli USA ma in Europa. “Sento che il mio medico non è preparato. Quale preparazione ha ricevuto. Su che libri ha studiato”.

Il barefoot, con la necessaria preparazione, tecnica, attesa, cura, accettazione del limite, l’igiene fisica e mentale che ne sono il fondamento  è un esempio della frattura che si è venuta a creare tra la scuola, i programmi, l’università ed il mondo reale.  Frattura che è comune ed appartiene alla scuola in genere ed è forse più marcata da noi in Italia.                                                                                           Tra le righe, la domanda che si fa il proprietario sempre più spesso è questa: “Il mio medico pare non comprendere  temi non appartenenti alla tecnica della produzione o all’espressione immediata della performance”.   Avevo dubbi sul fatto che una risposta così secca come quella che ho inviato fosse pubblicata. La pubblicazione, quindi la responsabilità assunta dall’editore, è prova della reale e sentita distanza che si è venuta a creare. Della necessità di adeguare programmi ed insegnamenti. Programmi che non possono comprendere le materie propedeutiche, la medicina e la produzione se non a scapito una dell’altra ma che dovrebbero almeno presentare un argomento chiave come la podologia almeno a chi sceglie di rivolgere la propria attenzione ai grandi animali di modo da non esporre chi ne incontra i problemi ad una silenziosa critica cui segue disaffezione. Grazie alla diffusione dei principi ed alle pubblicazioni facilmente reperibili di buon livello non è raro che il proprietario si trovi ad avere una conoscenza dello zoccolo superiore a quella del professionista che chiama. Una alternativa è la separazione delle competenze. Dolorosa per chi vede restringersi il campo operativo ma necessaria. E’ avvenuto ai medici con l’istituzione della nuova figura dell’odontoiatra una ventina di anni fa. Le figure del dentista e del pareggiatore sono sostanzialmente separate da quella del veterinario in vaste aree del mondo. E’ un fatto che le scuole ed i gruppi che si interessano della bocca e dello zoccolo non sono condotte da veterinari, un esempio sono Spencer La Flure e Jackson.

Da The Horse’s Hoof , estate 2016 con il cortese permesso dell’editore:

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Ordine Nazionale dei Biologi

Lo scorso mese di aprile 2016 ho provveduto a dare le dimissioni dall’Ordine. Con nostalgia un altro “pezzo di vita” è arrivato a termine. Non era necessario e le nuove, anche se semplici, incombenze dettate agli iscritti senza ritorno. La cancellazione rientra nella più vasta riorganizzazione del mio tempo. Chi cercherà quindi un riscontro della mia appartenenza all’Ordine non lo troverà più se non, forse e solo, per motivazioni di segreteria ONB fino alla fine dell’anno 2016. Laureato nel ’77 ho abbandonato il CNR presto per imboccare altre strade. Mi sono iscritto in seguito all’Ordine nel ’99 per assumere la responsabilità di un laboratorio.  Ora dopo altri 17 anni il numero 048668 se ne va in pensione. Anche se Biologi si rimane per tutta la vita.

La “riorganizzazione” riguarda anche l’abbandono di altre associazioni. Preferisco dedicare tutto il mio tempo al mio personale modo, diretto e senza intermediazione,  per la formazione di giovani e diffusione del sistema barefoot ed ironfree in genere.

Resto nella American Hoof Association per rimanere vicino a Pete Ramey ed a Gery White, resto disponibile per coloro che come pareggiatore o ad altro titolo ritengono la AHA degna di considerazione e interesse.

Biblioteca del pareggiatore e requisiti per gli studenti

Biblioteca Barefoot

In una quindicina di anni sono state riempite migliaia di pagine. Per il loro studio necessitano, forse é una previsione azzardata, ma indicativa, un paio di anni full immersion. Certo di più a chi non ha tutto il tempo necessario o a chi proviene da studi di indirizzo differente da quelli scientifici. Ma è quel che serve per potere poi offrire ad un cavallo più del banale accorciamento delle unghie. Ed é quel che serve per non essere preda dei “guru” e affrontare con serenità i molteplici aspetti della podologia equina e le sue deviazioni senza essere costretti ad inventare, nascondere ignoranza, fare degli animali delle cavie.  Per conservare la modestia propria di coloro che studiano e per potere affermare di essere e fare il “pareggiatore”, cui non bastano la pratica con la raspa e quattro parole ad effetto o un titolo accademico.

leggi abbastanza?leggi abbastanza?

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Preparazione, studio, applicazione

La recente sospensione dei corsi per maniscalchi in Inghilterra (primavera 2013)dimostra che la preparazione si va deteriorando. E in quel paese vengono effettuati dei controlli! La serietà dei giovani apprendisti e delle scuole diminuisce. In altri paesi, la maggioranza, la preparazione di un artigiano quale è il maniscalco viene lasciata totalmente alla intraprendenza e sensibilità personali. Sarebbe auspicabile che i controlli venissero effettuati dovunque ed anche sulle scuole che insegnano il pareggio barefoot. Questo rappresenterebbe certo una complicazione ulteriore della vita ma non a causa del controllo bensì del modo nel quale dovesse essere effettuato. Alla efficienza anglosassone si contrapporrebbe la burocrazia mediterranea. Ciò che amareggia e da da pensare comunque non sono i controlli, la loro mancanza o istituzione. Sconforta la progressiva incapacità a leggere un libro, a pensare e confrontare il pensiero altrui, la mancanza di passione nella preparazione. Che renderebbero inutili i controlli. Il mio primo obiettivo é il risveglio dell’interesse intellettuale. Spero che questo sito contribuisca almeno un poco a questo. I corsi ed incontri brevi che organizzo vogliono rendere consapevoli proprietari o futuri professionisti della serietà e preparazione necessaria per avvicinarsi ad uno zoccolo di un animale che su di esso vive e cammina! Non sono felice per questo ALT in Inghilterra anche se riguarda una categoria che applica principi e tecniche che considero superate e dannose. Ho approfittato per lasciare un commento, lo potete leggere a fondo pagina. Non credo verrà preso in considerazione, tanto è il sospetto e livore con cui sono trattati i pareggiatori in Inghilterra ma … you never know!

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The Horse’s Hoof

La rivista The Horse’s Hoof edita dal 2000 negli Stati Uniti viene pubblicata stagionalmente. L’abbonamento per un anno costa 15 dollari americani. Di livello elevato, se paragonata ai periodici del settore, pubblica articoli e ricerche di podologia quando disponibili senza trascurare letture introduttive per coloro che iniziano. Ramey, Jackson, Bowker, Strasser sono comparsi con una certa regolarità. La traduzione degli articoli viene inviata a titolo sperimentale tutti i lettori di lingua italiana dal numero “primavera 2013”.

Sulla home page del periodico cliccate su magazine, quindi su subscription. Scegliete tra i riquadri: ON LINE PDF e cliccate su add to cart. Inserite i vostri dati nella scheda.  La vostra mail viene inviata ai traduttori. Riceverete l’originale americano in PDF e successivamente le traduzioni. Il servizio é programmato fino alla fine del 2014.
Per gli italiani rappresenta una opportunità per lo studio della lingua inglese.

Il numero 50, primavera 2013, è dedicato alla storia del movimento con interviste ai suoi maggiori artefici. Strasser, Ramey, Cook, Teskey, Bowker e tanti altri. Risultati, sconfitte, speranze e programmi. Di seguito il link per scaricare gratuitamente questo numero:

We have released the entire THH Issue 50 free for everyone to read, it is our FREE Preview Issue!
http://thehorseshoof.com/sub_preview.html
This is one of our most requested issues, and includes the 50th Issue Retrospective with 15 famous barefooters, and A Timeline of the Barefoot Movement, and so much more. Please send the link on to anyone that you think might be interested.

Questa pubblicazione è forse l’unica ad avere una impostazione giornalistica, imparziale. L’obiettivo è quello della diffusione del natural boarding e del cavallo sferrato. Viene dato spazio non solo ai professionisti e ricercatori ma anche alle esperienze dei proprietari.

Per eventuali altre informazioni visitate il sito di “The Horse’s Hoof” o chiamateci.

www.thehorseshoof.com

 

Storia della ferratura, Fleming

Horse-shoes and horse-shoeing : their origin, history, uses, and …

Go to the link above and look for “wiew on line”, left column.

Pubblicato nel 1869 é scaricabile  gratuitamente. Dalle popolazioni dell’Asia Minore fino all’Inghilterra della rivoluzione industriale la storia dei tentativi di protezione dello zoccolo ed i loro fallimenti.

Un grande libro di storia. Se avete difficoltà a scaricare il file o se il file non fosse più disponibile potete richiedere a me l’invio. Una volta cliccato sul link trovate nella colonna di sinistra “wiew on line”.

Oppure se riuscite direttamente:

https://archive.org/stream/horseshoeshors00flem#page/n15/mode/2up

Cura e riabilitazione del piede equino

care and rehabilitation of the equine foot
Scritto da Pete Ramey con la collaborazione di alcuni tra i massimi ricercatori  è un libro rivolto ad un pubblico competente di “addetti ai lavori” e di appassionati. In lingua inglese, edito alla fine del 2011. Il testo unico che mancava, acquistabile direttamente da Hoofrehab.

Practical Instruction… look at the cover please.

…We believe that the laminae produce both the tubular and intertubulat horn in the hoof wall and sole of younger horse..Our findings suggest that the primary function of the laminae is to actually produce tubules, as they provide a reservoir of keratinociytes to br used by the hoof wall as needed. Any weight -bearing responsabilities the laminae have should be considered their secondary role. As a result we must begin to trim and protect the foot differently, so more of the load is redistributed to the solar structures rather than exclusively loading the hoof wall. Such a change in trimming and hoof protection methodology, we believe, will improve the overal health of the horse’s foot and may even reduce the incidence of certain disease conditions. (page 81)

Robert M. Bowker, VDM, PhD

Department of Pathobiology and Diagnostic Investigation, Michigan State University, East Lansing, Michigan 48824