Come ogni estate da alcuni anni in questo periodo sono in montagna. Si sentono i soliti discorsi sul caldo, la siccità ed i temporali. In un rifugio alpino rimasi ad ascoltare e rimanendo in silenzio attirai l’attenzione. “e lei?” con atteggiamento interrogativo.Dopo qualche secondo stupii gli astanti con un “ sinceramente non me ne importa un gran che”. Prima di tutto ho settantaquattro anni e con una aspettativa di vita di altri 10 come posso essere interessato al prossimo secolo. E, in generale la vita umana è assai breve, l’orizzonte limitato. Come può la umanità del presente essere realmente, non solo ipocritamente, interessata alla salute del pianeta? E, fosse vero il contrario quali meriti ha di sopravvivere indefinitamente? Siamo egoisti e brutali, attenti al nostro particolare come tutti gli altri animali e le piante. La nostra capacità intellettuale non ci ha aiutato ad essere migliori. Francamente superficiali ci abbandoniamo nelle mani di chi, fra di noi, manifesta più intensamente carattere che significa desiderio di potere. L’onnipresente istinto: più in alto sono nella gerarchia più facilmente mi accoppio. Tutto può essere spiegato in termini naturalistici. Soprattutto la stupidità che continuamente fa si che si predichi la riduzione o contenimento dei consumi senza fare nessun accenno al numero dei consumatori. Senza comprendere che con il continuo aumento dei consumatori qualsiasi geniale riorganizzazione dei consumi rappresenta solo un rimedio temporaneo. Senza comprendere che qualche milione di finlandesi sta molto meglio di qualche decina di milioni di italiani alla faccia del PIL.
E che centinaia di milioni di umani non vanno aiutati solo a sopravvivere e moltiplicarsi grazie al grano ucraino o americano in territori che dovrebbero rimanere quasi disabitati. No, non mi interessa cosa succederà nel prossimo o lontano futuro. La terra continuerà la sua corsa, meno di un puntino nell’universo con o senza di noi. Senza che a nessuno, proprio a nessuno, freghi alcunché.
Direte cosa centra questo con la gestione naturalizzata dei cavalli. Io credo parecchio. Mi piacerebbe naturalizzare la mia, mi rendo conto che non è possibile. Forse non sarebbe”naturale”.
