Letture

Cambiamenti climatici? Si, e allora?

Come ogni estate da alcuni anni in questo periodo sono in montagna. Si sentono i soliti discorsi sul caldo, la siccità ed i temporali. In un rifugio alpino rimasi ad ascoltare e rimanendo in silenzio attirai l’attenzione. “e lei?” con atteggiamento interrogativo.Dopo qualche secondo stupii gli astanti con un “ sinceramente non me ne importa un gran che”. Prima di tutto ho settantaquattro anni e con una aspettativa di vita di altri 10 come posso essere interessato al prossimo secolo. E, in generale la vita umana è assai breve, l’orizzonte limitato. Come può la umanità  del presente essere realmente, non solo ipocritamente, interessata alla salute del pianeta? E, fosse vero il contrario quali meriti ha di sopravvivere indefinitamente? Siamo egoisti e brutali, attenti al nostro particolare come tutti gli altri animali e le piante. La nostra capacità intellettuale non ci ha aiutato ad essere migliori. Francamente superficiali ci abbandoniamo nelle mani di chi, fra di noi, manifesta più intensamente carattere che significa desiderio di potere. L’onnipresente istinto: più in alto sono nella gerarchia più facilmente mi accoppio. Tutto può essere spiegato in termini naturalistici. Soprattutto la stupidità che continuamente fa si che si predichi la riduzione o contenimento dei consumi senza fare nessun accenno al numero dei consumatori. Senza comprendere che con il continuo aumento dei consumatori qualsiasi geniale riorganizzazione  dei consumi rappresenta solo un rimedio temporaneo.  Senza comprendere che qualche milione di finlandesi sta molto meglio di qualche decina di milioni di italiani alla faccia del PIL.
E che centinaia di milioni di umani non vanno aiutati solo a sopravvivere e moltiplicarsi grazie al grano ucraino o americano in territori che dovrebbero rimanere quasi disabitati. No, non mi interessa cosa succederà nel prossimo o lontano futuro. La terra continuerà la sua corsa, meno di un puntino nell’universo con o senza di noi. Senza che a nessuno, proprio a nessuno, freghi alcunché.

Direte cosa centra questo con la gestione naturalizzata dei cavalli. Io credo parecchio. Mi piacerebbe naturalizzare la mia, mi rendo conto che non è possibile. Forse non sarebbe”naturale”.

Bagnare il fieno quando fa molto caldo

Sappiamo che tenere il fieno in acqua per un certo tempo a seconda della temperatura ambiente ci permette di ridurre il quantitativo di zuccheri solubili anche del 30%.
metterlo in un recipiente per pochi secondi agitando é altrettanto utile quando fa molto caldo e non è disponibile erba.
Il fieno non viene prodotto come un tempo falciando e raccogliendo a mano. Falci, ranghinatori e presse smuovono la terra che finisce nei balloni in quantità.

Caldo, fieno polveroso e arido, acqua tiepida che mon invoglia a bere sono una miscela fatta apposta per mettere a dura prova l’intestino e indurre colica.

in questi ultimi due anni con le temperature che esplodono a giugno questi eventi si sono moltiplicati.
Se bagnate abbondantemente il fieno vedrete che si deposita immediatamente terra. Il fieno diventa più gradevole, fresco, sano, facilmente masticabile. Provate!

Il pareggio in pratica – 7

Torniamo alla parte posteriore dello zoccolo occupandoci però di un piccolo ossicino, il navicolare e dintorni. L’argomento è ben descritto in una specifica sezione di questo sito, in italiano ed in inglese cui vi rimando. Buona lettura.

https://www.bitlessandbarefoot-studio.org/category/sindrome-navicolare/

Proteine “sintetiche”

Come forse alcuni biologi e molte persone comuni sono rattristato per la decisione di bando e condanna della ricerca produzione e consumo delle proteine ricavate dalla coltura di cellule.

Non ho seguito l’iter che ha consentito di arrivare a produrre proteine “sintetiche”. Da quando ero studente, ormai una cinquantina di anni fa, ho sempre pensato però che la fine degli allevamenti di animali e la loro “liberazione” passasse obbligatoriamente per la produzione di proteine costruite in laboratorio.

Il rigetto del sistema è motivato dalla pretesa insufficiente qualità delle proteine “sintetiche”. Effettivamente un pezzo di carne non è solo proteine ma porta con se un enorme numero di diversi nutrienti, cofattori, enzimi e coenzimi che concorrono a renderlo di alto valore biologico. Non credo che questo basti. Abbiamo a disposizione altri alimenti di origine vegetale che possono farne le veci. Con qualche attenzione vegetariani e vegani vivono bene e  sono ben rappresentati  tra gli atleti di livello mondiale. Potessero integrare con proteine di origine animale coltivate magari condite come meglio possibile in laboratorio, forse vivrebbero anche meglio.

Altra motivazione è la difesa del Made in Italy. Questa è veramente una sciocchezza. Interessi, rendite di posizione, non vedo altro. Se non l’interesse generale soccombere per la salvaguardia del particolare.

Eppure in un mondo che conta ben otto miliardi persone dove milioni di ettari sono sottratti al bosco ed a altre culture e dove scarseggia ormai l’acqua persino dove è sempre stata abbondante con quale ottusità si può rinunciare ad un hamburger “sintetico”. Appestati da pesticidi e concimi, avvelenati da carni gonfiate e antibiotici abbiamo perso il senno?

Sui miliardi di animali che obblighiamo ad una breve vita orribile e sono macellati peggio non un pensiero.

Non sono fiero di essere uomo anzi consapevole di avere più mezzi e capacità degli altri animali mi vergogno profondamente. La natura non è affatto bella. I virus parassitano le cellule, altri parassiti se la prendono con noi, tutti quanti approfittiamo delle piante fino ai buchi neri che si mangiano le galassie con un appetito senza fine. Se c’è qualcuno responsabile di tutto questo ha di sicuro le rotelle fuori posto.
Eppure noi che ci sentiamo tanto intelligenti e creativi, mi riferisco ora a noi italiani, non siamo capaci di vedere otto miliardi di persone su un pianeta asfissiato ne molti miliardi di povere bestie per terra, mare e cielo.

Non ne faccio una colpa a chi ci governa del tutto preso nella valutazione di interessi del momento, reso cieco dall’ignoranza e per natura umana privo della capacità di vedere al di là di un orizzonte temporale brevissimo. Diciamo che gli animali non hanno coscienza del tempo. Fosse così non dimostriamo affatto di essere diversi.

Le proteine sintetiche arriveranno prima o poi in tavola a dispetto di tutte le resistenze. Un pericolo tuttavia esiste e portano con se. La meccanizzazione in agricoltura, i trattori, ci hanno consentito di moltiplicare la produzione. Con essa il nostro numero. Tutti conoscono il rapporto che esiste tra la volpe artica ed il lemming. Con aumentare del numero dei topi aumenta, con un certo ritardo il numero delle volpi. Con l’aumentare del numero delle volpi diminuisce quello dei topi cui segue quello delle volpi e così via con un andamento ciclico senza fine. Noi costruiamo più trattori, ariamo più campi e facciamo più figli che non muoiono di fame e che a loro volta guidano i trattori. Il ciclo è più lungo ma si compirà o per mancanza di carburanti o di trattori o di campi sufficienti. Con le proteine sintetiche potrebbe avvenire qualche cosa di simile. Una sterminata quantità di cibo ed un altrettanto sterminato numero di persone che porteranno inevitabilmente con loro bisogni e aggressività, fame di spazio, di aria e di acqua.

Questo è ciò che dovrebbe preoccupare e questo si dovrebbe governare. Dovremmo in qualche modo cercare di limitarci prima che qualche cosa d’altro lo faccia drammaticamente per noi. Appunto, dovremmo ma non sappiamo.  Questa maledetta selezione del più adatto che ha determinato l’evoluzione delle specie ci obbliga a combattere contro tutto e tutti senza lasciare tempo e testa per altro.

Notizie sul sito e didattica

Questa mattina del 26 dicembre ho pareggiato i cavalli ed è stato semplice tanto l’unghia è resa tenera dalla pioggia. Mi domandavo per quanto tempo sarò in grado di continuare a pareggiare i giganti e quanto sarebbe bello se qualcuno di quelli che da e hanno imparato un mestiere o semplicemente ad avere cura dei piedi e della alimentazione del proprio cavallo se ne  ricordasse e venisse almeno a tenere un piede sul treppiede. Ma così vanno le cose, non mi aspettavo nulla di più.  Con le sessioni tenute dalla dentista americana Wendy Bryant sono di fatto terminate le occasioni di incontro già da qualche anno organizzate per me da altri. Mentre sono sempre disposto a questo ho deciso di offrire la mia esperienza teorica e pratica in cambio però di aiuto nel governo, pulizia e pareggio dei miei cavalli. Lezioni, video, pratica in cambio di aiuto. Preparazione all’ingresso nella associazione in cui è confluita la American Hoof Association. Chi fosse interessato mi chiami o mi scriva. Insieme dettiamo tempi e condizioni.

Aggiungo che questo sito verrà chiuso probabilmente alla fine del prossimo anno. Chi volesse adottarlo è il benvenuto se condivide i principi etici che lo contraddistinguono. Se avete già un vostro sito potreste aprire un “cassetto” o meglio una nuova categoria, come credo si dica in gergo compiuteresco, per garantirgli la sopravvivenza.

Il mese scorso ho ritardato di un paio di giorni di pagare per il rinnovo. Dopo solo una ora il sito era già parassitato da sellerie e dal sito Amazon per la vendita di attrezzatura come briglie,  fruste ed ogni altra porcheria inutile e dannosa che potete immaginare, in assoluto contraria a tutto quanto ho detto e fatto per quindici anni. Me ne sono lamentato con Aruba che ritengo responsabile di avere permesso questo sciacallaggio. A quanto pare il web è peggio del selvaggio west. Almeno la non ti sparavano alla schiena ma in duello regolare.

Guardando ad est.

Già quando commentai le vicende sui cambiamenti climatici mi dissero “cosa centra questo” con i cavalli e la gestione naturalizzata. Risposi che non vi è nulla di sostenibile e concreto senza  una politica che comprende  la riduzione degli sprechi e la virtuosa gestione delle materie prime  senza almeno il tentativo ed indirizzo alla pianificazione del numero degli utilizzatori. Così come predicavano negli anni del dopoguerra tutti i maggiori intellettuali e politici. Il contenimento del genere umano in un pianeta che non è di gomma che interessa a tutti ma di cui nessuno osa più parlare, pur essenziale dovrebbe essere accompagnato dalla diffusione delle più elementari regole democratiche e rispetto. Ora, se guardate ad est ed a sud, ditemi se ne trovate. Pensate a Reggeni, all’utilizzo dei migranti come arma di ricatto e per instabilizzare l’Europa, alla persecuzione di giornalisti. Dovrebbe bastare. Israele è una piccola isola democratica. Dove le donne guidano, sono padrone di se stesse. Dove si può praticare il culto che si vuole. Dove l’espressione è libera. Con tutti i problemi di un paese piccolissimo, sede di frizioni insanabili determinate da politiche internazionali secolari. Al di la di tutto quel che è oggettivamente riscontrabile è la qualità della vita e la libertà cui noi europei siamo abituati che fa la differenza. Guardando ad est ed a sud la ritrovate solo in Israele. Non parlo di uomini beninteso ma di sistemi.

Mi sono occupato di gestione naturalizzata, di animali. Senza spazi qualsiasi miglioramento è impossibile. Ma è impossibile anche in un mondo senza regole, dove la casta, il genere, la posizione iniziale sono unici riferimenti. Non vi basta come buona ragione per l’inserimento di quanto segue? Mi spiace, sento il dovere morale di richiamare l’attenzione sui razzi e l’odio contro un popolo di lavoratori, pionieri, ricercatori, contadini che hanno faticato duramente.

E questo è un blog e vivo in un paese dove per fortuna l’espressione è libera.

L’articolo che segue è tratto da IL GIORNALE.IT

Ditemi dunque, che cosa dovrebbe fare Israele? Voi che marciate nelle strade italiane o inglesi o tedesche con le bandiere palestinesi e urlate slogan che accusano Israele di crimini contro l’umanità

Ditemi dunque, che cosa dovrebbe fare Israele? Voi che marciate nelle strade italiane o inglesi o tedesche con le bandiere palestinesi e urlate slogan che accusano Israele di crimini contro l’umanità, di essere uno stato d’apartheid, di pulizia etnica, voi che difendete Hamas a Parigi, a Berlino, a Londra e a Roma, che inondate Israele di accuse storiche e fattuali sui social media; che, persino, con demenziali teorie della cospirazione suggerite che Netanyahu, diabolico principe del male, avrebbe scatenato la guerra d’accordo con Hamas per ragioni di potere. Voi che finché i terroristi bombardano le case, i kibbutz, le scuole, Gerusalemme e Tel Aviv non uscite per strada per denunciare i palesi crimini contro l’umanità contenuti nel prendere di mira la popolazione civile; voi che quando il terrorismo suicida fece duemila morti nelle strade di Israele con la Seconda Intifada trovaste il tempo, paradossalmente, solo per condannare, anche allora, il diritto alla difesa contro l’omicidio di massa della gente d’Israele che saltava per aria negli autobus e nelle pizzerie, ditemi se avete un’idea su come fermare Hamas che non prendere di mira le strutture e gli uomini di chi progetta e opera i bombardamenti.

Hamas ha attaccato Israele senza nessuna ragione, un altro round in cui tortura l’intera popolazione civile prendendola a caso di mira, senza altro obiettivo che quello di terrorizzare, uccidere, distruggere. Lo fa tenendo in ostaggio la sua popolazione: due milioni di persone. Quando la usa come scudi umani, sta lanciando missili o organizzandosi per farlo: se l’esercito israeliano si ferma proprio in quel momento, il missile di Hamas parte. E quale governo, quale esercito, ha il diritto di decidere di abbandonarsi all’eventualità che quel missile colpisca i suoi concittadini? Sarebbe pura complicità con il crimine. La verità è nella semplicità di questa vicenda e la sua manipolazione ha un carattere ideologico, è frutto di un pregiudizio contro lo Stato d’Israele come stato delegittimato, indegno di esistere e di battersi per la sua esistenza. È antisemitismo. Proprio come gli ebrei erano considerati indegni di esistere e battersi per la propria esistenza e quella dei figli. Nessun Paese ha dovuto sopportare più a lungo i colpi che il terrore gli ha inflitto.

La scelta ideologica di Hamas è definitiva, la stessa di Haj Amin al Husseini, l’amico di Hitler, negli anni ’30. Israele ha opposto in prima linea uno scudo mondiale di protezione anche morale con la forza della legge, della moralità delle armi, e di una società aperta. Se si trattasse di scontro territoriale, l’Onu non si baloccherebbe dal 1975 con risoluzioni che ripropongono l’idea che «sionismo è uguale razzismo». È vero il contrario: il sionismo di un qualsiasi israeliano, e anche di Netanyahu che da ignorante presuntuoso, un ministro e vicepresidente del Pd, Provenzano, accusa di essere un reazionario, è fiducia nella apertura della propria casa, come provano le tante offerte di pace sempre rifiutate dai palestinesi, nella democrazia così costosa, ma è anche identificazione chiara del nemico che ti vuole uccidere. Delegittimando Israele dal suo diritto alla difesa, si sottintende la legittimità, per converso, dell’eliminazione del popolo ebraico. Israele deve fermare Hamas, anche se la guerra asimettrica è terribile e dolorosa: fingere di non capirne il significato evidente significa alla fine condividere almeno in un angolo del proprio cuore l’idea che nella parola ebreo esista un contenuto di illegittimità, specie nel momento dell’autodifesa contro l’aggressione e la violenza armata.

Panoramica sulla ricerca e la prevenzione Covid

Questo video di metà dicembre ’20 è stato realizzato in collaborazione tra Israele ed Italia . Tre gli interventi.

Divulgativo e comprensibile ma ad ottimo livello.

Grazie a Israele.net per l’opportunità.

Al momento, 1 gennaio ’21, il Times of Israel dichiara un numero di vaccinati al giorno tale da rendere possibile l’intervento su metà della popolazione per la fine di febbraio (compreso richiamo). Da notare che i numeri, abitanti e superficie, sono paragonabili a quelli di una regione italiana. Ancora una volta un esempio di splendida organizzazione.

 

1 Gennaio 2021
Mentre la campagna di vaccinazione anti-coronavirus israeliana sta per entrare nella seconda settimana, il Ministero della Salute ha riferito giovedì che finora sono stati vaccinati quasi 800.000 israeliani. Con un ritmo che ha raggiunto le 150.000 iniezioni al giorno, il Ministero ha riferito che circa il 33% della popolazione over-60 ha ricevuto la prima delle due dosi necessarie. Israele figura tuttora in testa fra i paesi del mondo per numero di vaccinazioni pro capite, con il 7,74% della popolazione vaccinata. Il ministro della salute Yuli Edelstein ha voluto ringraziare in particolare tutto lo staff sanitario che sta garantendo gli alti tassi di vaccinazioni in 257 postazioni distribuite in tutto il paese. Edelstein ha tuttavia aggiunto che Israele dovrà sospendere le vaccinazioni per due-tre settimane per consentire a coloro che hanno fatto la prima iniezione di poter ricevere la seconda dose di richiamo.

(Israele.net)

Pandemia. Delusione e Vergogna.

Delusione e Vergogna sono i due sentimenti che provo in queste settimane. Vedo finalmente intorno a me, ma so che è solo una breve parentesi, l’ambiente che desidero. Poco rumore, poche automobili, poca gente. I mezzi pubblici saranno riadattati e saranno disponibili solo posti a sedere? Sulle spiagge gli ombrelloni saranno distanziati. Non è quello che tutti hanno sempre desiderato? Da giovane frequentavo campeggi e evitavo la pressione di quelli più frequentati. In occasione di un viaggio negli USA rimasi piacevolmente impressionato dalle regole che limitavano l’ingresso e le piazzole normalmente distanziate in un modo che non aveva uguali in Italia. Le regole di distanziamento sociale hanno ristabilito le distanze. Giuste. Il rammarico consiste nel vedere questo precario distanziamento raggiunto a causa delle misure straordinarie Covid e non grazie ad una minore densità di abitanti per km quadrato.  Dal 1920 al 2020 la popolazione italiana si è più che triplicata. Lo sconsiderato appello a far figli, la tassa sul celibato, la necessità di baionette hanno fatto parte dell’insieme di sciocchezze che hanno fatto entrare in guerra i nostri nonni. Il boom del dopoguerra, l’edilizia dei palazzi di sette piani insieme agli ecomostri ha completato l’opera. Il rammarico è reso ancora più profondo dalla constatazione che non c’è forza politica che arrivi a considerare il tasso di natalità ridotto una risposta di difesa naturale. Come ogni biologo farebbe. Non c’è popolazione che sotto stress non riduce i suoi numeri. Un esempio? Le pensioni, L’INPS faticherà a corrispondere le pensioni? Allora serve il bonus bebè e favorire l’immigrazione. Con il risultato di appesantire ancora i servizi. Non sarebbe vera dimostrazione di rispetto per le generazioni future eventualmente ridurle le pensioni? In modo scalare in attesa di un naturale, purtroppo veloce, riequilibrio generazionale?

Basterebbe guardarsi intorno in Europa per notare che la densità e lo stato di benessere della popolazione sono inversamente proporzionali se non in casi particolari dove l’organizzazione ed il sentimento di appartenenza sono tali da supplire in qualche modo alle difficoltà di vivere in un pollaio. Peccato che noi, forse più di ogni altro paese della comunità, manchiamo di una e dell’altro.

Il mondo nel suo complesso dimostra lo stesso trend demografico dell’Italia.  Cina e India hanno la responsabilità di gran lunga maggiore. Non credo che cinesi e indiani possano essere considerati popoli felici. I cinesi paiono ossessionati dal miraggio del primato mondiale, gli indiani non si capisce bene ma in entrambi i casi le popolazioni si comportano come un alveare dove l’individuo abdica alla sua identità a favore della comunità. Durante il secolo scorso nessun intellettuale o ricercatore trascurava di porre l’accento sulla necessità di una seria politica di contenimento della crescita della popolazione basata su considerazioni logiche. I più giovani non ricordano Rita Levi Montalcini e suoi colleghi Nobel del ‘900 ed i loro sforzi nel tentativo di orientamento politico e sociale. Un sistema finito ovvero di determinate dimensioni, la Terra, non può mantenere una popolazione in crescita incontrollata. Alla faccia di una qualsiasi produzione ecosostenibile. Nessuno può credere davvero che una popolazione di sette miliardi di persone possa essere mantenuta da agricolture biologiche e allevamenti di polli a terra senza l’uso di antibiotici.  Ne che possa essere realizzato un trasporto pubblico igienico. Solo il controllo demografico consentirebbe a lungo termine il distanziamento naturale.

Ma anche le poche politiche demografiche sono fallite. Soprattutto in India dove i furgoni ambulatorio di Indira Ghandi proponevano la sterilizzazione maschile tramite vasectomia dietro compenso, ostacolati con successo dalla propaganda indù. In Cina la temporanea regolamentazione delle nascite ha contribuito senza dubbio all’attuale crescita. Un gran numero di lavoratori a bassissimo costo consente di invadere di prodotti il mercato, un numero ancora maggiore sarebbe stato di intralcio. Forse è a questo che pensano i politici di casa nostra? Voi immaginate le conseguenze di questa rincorsa?E potete immaginare l’ambiente, le possibilità, cosa sarebbe e come si vivrebbe in una Italia di venti milioni di persone ante prima guerra mondiale in possesso della conoscenza e tecnica attuale? Intanto non dovremmo elemosinare soldi dalla comunità europea. E qui arriviamo al secondo sentimento, quello della vergogna.

Nessuno si fida del nostro paese. Senza tornare a commentare il ventennio, l’impero e le sue catastrofiche imprese basta constatare che non si è stati capaci in settanta anni di rimediare alla involuzione del sud, di eradicare la criminalità organizzata, di correggere il malaffare della corruzione. Perché dovrebbero darci credito. A quanto pare non siamo solo pieni di debiti ma incapaci di progetto. Alla delusione e alla vergogna si aggiungono l’incredulità e la nausea. Il teatro della politica e della amministrazione pubblica non si differenzia dalle storielle fantasiose dei film della serie I pirati dei Caraibi. Tutti contro tutti. La bugia ed il tradimento eletti a sistema. La bussola non indica la direzione bensì quel che il singolo desidera per se stesso al momento. L’incredulità diventa nausea ascoltando politici affermare che coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza non possono essere impiegati in agricoltura perchè, udite, per raccogliere i pomodori e le fragole serve una specializzazione! Che a quanto pare la manodopera straniera possiede!?  Nessuno mi ha chiesto certificati quando lavoravo come scaricatore in porto a Genova ne per vendemmiare. Ricordo solo la fatica ricompensata dalla soddisfazione.

Quel che non manca mai è la stucchevole propaganda. Il paese più bello del mondo! E la burocrazia, utile a nascondere incapacità e traffici. La confusione normativa. Non vado al mare ma brindo agli ombrelloni finalmente a distanza ed agli olandesi che giustamente fanno fronda e ci mandano a quel paese ricordandoci che non siamo intelligenti come pretendiamo.

La bocca del nostro cavallo – 2019

Gianfranco Soggia, Mauro Carugo ed altri

Immagini dal corso, riprese di G.Soggia

Un nuovo incontro farà seguito a quelli già avvenuti gli anni scorsi.

Wendy Bryant tornerà la seconda metà di ottobre per riprendere il programma didattico. Ad un ripasso seguiranno argomenti nuovi e maggiormente approfonditi, tecniche e dimostrazioni.

Ricordo al nuovo lettore di questo sito che Bryant appartiene alle scuole di Spencer e Fragale che escludono o  minimizzano l’utilizzo di sedativi grazie alla capacità di gestione ed approccio. Gli strumenti per il pareggio sono manuali. Senza rumore, vibrazioni, calore, stress e contenimento.

Il gruppo degli allievi è sostanzialmente già formato ma posti di auditore sono disponibili.

Contattate Mauro Carugo di Cerveteri, centro EQUICAERE, per informazioni:

carugomauro88@gmail.com

Insight the Equus – Tomas Teskey

Un nuovo, fresco e sincero, libro scritto da un veterinario. Una visione che va ben oltre quella del tecnico capace di “rimettere in piedi” e rendere utilizzabile il cavallo. La visione di un Medico che guarda alle condizioni di vita, di gestione, di igiene, necessarie ad assicurare benessere ed una lunga vita.

Teskey spazia tra il pareggio e la cura dei denti, tra lo spazio e il branco, dalle vaccinazioni agli antiparassitari, l’alimentazione.

Il prezzo ne fa un libro accessibile con qualche difficoltà, anche a causa dei ricarichi di spedizione, ma spero in futuro di potere offrire una edizione italiana.

Insight to Equus

Nel link descrizione del testo, cover, immagini