Tomas Teskey DVM, la posizione di un medico.

Cari lettori, questa sezione del sito dedicata alla Sindrome Navicolare non può che iniziare con uno dei più famosi articoli di Tomas Teskey, “Crystal”. Tomas ha scritto una introduzione per noi ed in genere per il lettore di lingua italiana pensando che avrei aggiunto il suo articolo in calce alla mia presentazione della sindrome. Così non avrebbe avuto forse il giusto rilievo! Ho deciso quindi di far precedere “Crystal”, la sua lettura, alla mia. Al messaggio di Tomas Teskey in originale segue la traduzione in lingua italiana. Entrambe in corsivo…imparate l’inglese per favore!

Dear Franco, that would be fine to include to your “Navicular Syndrome” that article (2006) about Crystal. Here is a preface you might like to include with it:

Dear lovers of horses,

If you or one of your family were injured, would you seek out the best possible care? Why? I ask you this because it really is a CHOICE that you make. While we are surrounded today by a society that often wants the quickest, least expensive remedy, it is understandable that many of us think our “choices” are limited. My intent in educating horse owners about the real options they have is simple: I find great value in helping others bring themselves and their horses to honest health and happiness. To do this, I refuse to “cover up” the problem. Rather, I choose to educate and empower you with the truth, so that you really have the “bigger picture” in mind. What you choose is your own personal journey, and if it becomes your choice to work with the nature of yourself and the horses, I would love to help you.

Caro Franco, sarebbe bello se tu includessi l’ articolo del 2006 su Crystal al tuo lavoro sulla sindrome navicolare . Ecco una prefazione che ti potrebbe, ulteriormente, far piacere aggiungere:

Cari amanti dei cavalli, se voi o uno dei componenti della vostra famiglia si facesse male  decidereste per la migliore cura possibile? Ma come!?  Si, vi chiedo questo perché é una SCELTA quella che fareste. Siamo circondati da una società che spesso presenta o opta per il più veloce meno costoso rimedio. E’ comprensibile che molti di noi pensino che la loro scelta sia limitata. Il mio scopo nella educazione dei proprietari di cavalli riguardo alle reali opzioni é semplice: trovo grande soddisfazione e di grande valore aiutare gli altri a raggiungere per se stessi e per i loro animali salute e felicità e nel fare questo rifiuto di “nascondere” un problema. Piuttosto, scelgo di educare e presentare il caso con parole sincere e veritiere, tali da rendere consapevoli dell’insieme. Cosa scegliete poi diventa il vostro personale viaggio. Se la vostra scelta sarà quella di lavorare in accordo con la vostra natura e con quella dei vostri cavalli sarà adorabile rimanere al vostro fianco.

Tomas Teskey DVM, 15 novembre 2013

http://www.naturalhorsetrim.com/Dr_Teskey_Navicular_Nerving.htm

Qui Tomas discute sullla “navicolite” risultato di forme dello zoccolo improprie e mette sull’avviso riguardo al trattamento “nerving”. In aggiunta ai rischi discussi vale la pena aggiungere che :

1. Se il cavallo non percepisce il terreno perché denervato non sarà sicuro di piede. Potrà cadere facilmente su terreni mossi e fare del male al cavaliere. Credo che sia rischioso.

2. Se il cavallo non può sentire i suoi piedi potrà arrivare ad uno stato laminitico avanzato, ascessi e ferite non verranno trattati perché il cavallo non dimostrerà il suo problema con la zoppia. (G.Fathauer.)

Riportare la brillantezza nella vita di Crystal (trad. A.Brollo,2006)

Sono stato recentemente contattato per un consulto dal proprietario di un maneggio per dressage, interessato ad acquistare una femmina Svedese di otto anni, a cui era stata diagnosticata una sindrome navicolare. Era interessato ad usarla come fattrice perchè si stava avvicinando alla “mezza età” e il suo problema di zoppia era “inguaribile”. Sapevo che il suo fantastico pedigree e i premi ottenuti nelle competizioni rendevano molto interessanti i suoi puledri. La proprietaria precedente la vendeva perchè non poteva permettersi l’intervento chirurgico necessario alla cavalla per superare la zoppia ed essere utilizzabile. La sua veterinaria aveva programmato una neurectomia digitale ad entrambi gli anteriori ed era in contatto con questo possibile nuovo proprietario per procedere con il necessario intervento. Il proprietario del maneggio aveva deciso di acquistare quella cavalla zoppa di otto anni a un prezzo molto ridotto, e mi aveva contattato dal momento in cui la cavalla aveva messo piede nella sua proprietà. Erano passati sei mesi e mezzo. Nel frattempo, era rimasto in contatto con la veterinaria precedente e lo aveva tenuto informato dei nostri progressi nel trattamento del problema che questa cavalla aveva agli anteriori. Una delle domande iniziali che mi aveva inviato prima di incontrare me o la cavalla, “Crystal”, era la seguente. Scriveva nella sua mail: “Dr. Teskey, spero che mi possa aiutare. Ho appena acquistato una cavalla con navicolite. Potrebbe darmi qualche informazione prima di ingravidarla? Ho esaminato le sue radiografie con la precedente veterinaria che suggerisce di eseguire la sezione dei nervi e che non ha capito perchè la precedente proprietaria non l’ha fatto prima. Quali sono i pro e i contro di questa procedura? Grazie per il suo tempo”. La mia risposta è stata la seguente, e con il suo permesso condivido queste informazioni con ognuno di voi, a cui interessa esplorare con me cosa succedeva tradizionalmente a questi cavalli e perchè è veramente ora di riconsiderare le nostre opinioni sulla natura e sul trattamento di questi problemi molto comuni dei piedi.

“La procedura a cui lei fa riferimento si chiama “neurectomia”. È attuata generalmente su cavalli con dolore cronico ai piedi, particolarmente a quelli con problemi “navicolitici”. Il cavallo è in genere posto in anestesia generale e i nervi digitali che decorrono da ambedue i lati della gamba affetta e di quella più sana sono isolati e recisi, con i monconi “tappati” con la guaina nervosa conservata. Il motivo per cui sono operate entrambe le gambe è che la maggior parte dei cavalli finisce con il manifestare una grave zoppia nella gamba opposta a quella più affetta, se non viene trattata anch’essa. Questo permette di rendersi conto che anche se un cavallo mostra zoppia a un solo anteriore, nel cavallo con “navicolite” o “sindrome navicolare” entrambi gli anteriori sono malati. Il risultato dell’intervento è che il cavallo perde la sensibilità dal punto della sezione in giù e non sente più dolore nel piede ammalato. In genere la zoppia causata dal dolore in quest’area scompare e il cavallo può continuare ad essere usato. Quindi il cavallo è restituito alla “soundness”.

Questo intervento costa dovunque dai 250 ai 1500 dollari, a seconda di dove viene eseguito e di chi lo esegue. È efficace per un periodo da un anno a due – talora non così a lungo, talora per più tempo, ma alla fine tutti i cavalli rigenerano alcune fibre nervose e riacquistano la sensibilità nell’area inizialmente desensibilizzata. La zoppia recidiva e la procedura a quel punto può essere ripetuta per tenere il cavallo diritto. Come capite, questa procedura ha un solo obiettivo per il cavaliere. 

Ci sono effetti collaterali delle neurectomia molto concreti e potenzialmente devastanti per il cavallo, di cui dovreste essere consapevoli. In una piccola percentuale dei casi i monconi dei nervi possono irritarsi al punto di sviluppare tumori estremamente dolorosi chiamati neuromi da amputazione, spingendo alcuni chirurghi ad eseguire ulteriori interventi per rimuoverli. Altre volte le arterie e le vene digitali che decorrono parallelamente ai nervi si sclerotizzano e il ristagno circolatorio conseguente porta ad uno stato di laminite cronica della peggior specie. Infezioni locali, sclerosi delle strutture tendinee e legamentose e brutte tumefazioni sono altre complicazioni che possono svilupparsi. Quindi, una procedura finalizzata a dare un sollievo temporaneo a un tipo di zoppia largamente incompreso può portare a ulteriore dolore, a perdita d’uso e a morte precoce dei cavalli affetti. Eseguire questi interventi chirurgici è molto dannoso per l’anatomia , la fisiologia, e la distribuzione dell’energia della parte inferiore degli arti del cavallo, e porta a un danno irreparabile delle connessioni nervose che il cavallo usa per sentire il proprio ambiente. I problemi “navicolari”, spesso chiamati “dolore ai talloni” o “caudal heel syndrome” cominciano mostrando sintomi in cavalli di due – tre anni, quando ai loro zoccoli viene “permesso” di crescere eccessivamente assumendo una conformazione deforme e/o quando vengono ferrati a questa giovane età. I giovani triangolari che si stanno ancora sviluppando e le strutture interne sensibili dello zoccolo sono circondate, strette e compresse dalla capsula dello zoccolo sempre più deformata, che le priva di movimento necessario e di circolazione sanguigna, tuttavia costringendole a lavorare e a sopravvivere in uno stato di stasi circolatoria. I cavalli più anziani sono anche vittima di quella che è chiamata malattia navicolare e da innumerevoli altri problemi, quando i loro zoccoli cedono alle deformità della struttura e al ristagno funzionale. Queste zoppie avvengono dopo periodi più lunghi di quello che tradizionalmente è chiamata “la migliore cura possibile dello zoccolo”. Quando questa “migliore cura possibile” consiste di pareggi e/p di ferrature rare (intende dire correttive, ndt) non è un evento misterioso, ma una certezza altamente prevedibile e fisiologica che questi cavalli soffriranno di deformità dello zoccolo e talora di zoppie debilitanti. L’espressione “uccidere lentamente” assume nuovi significati quando si riverisce agli effetti del ferro sui nostri compagni equini. Nelle scuole veterinarie viene insegnato ancora oggi che questi problemi navicolari hanno una forte componente ereditaria, ma se questo fosse il caso, dovremmo aspettarci di vedere la malattia molto più presente in larghi campioni di cavalli di specifiche razze. Invece, noi vediamo la malattia in gruppi ben precisi di cavalli. I problemi navicolari sono assenti nei cavalli pareggiati per ottenere la forma ideale dello zoccolo a partire dal primo giorno di vita, e a cui è permessa libertà di movimento insieme ad almeno un altro cavallo formando “un branco”.

Nei cavalli affetti dalla sindrome o dalla malattia “navicolare” è dimostrabile la presenza di deformazioni visibile dell’aspetto esterno dei loro zoccoli. Queste deformazioni non sono riconosciute come tali dalla maggioranza dei membri delle comunità dei maniscalchi e dei veterinari, perchè costituiscono una tale epidemia nei nostri cavalli da diventare semplicemente “normali”, vedendole ogni giorno. Come professionisti dei cavalli, abbiamo per gran parte perduta la consapevolezza dell’aspetto di uno zoccolo equino normale… anche i testi di mascalcia e di veterinaria mostrano schemi e fotografie di zoccoli ben lontani dalla forma ideale — zoccoli che mostrano una configurazione oblunga e contratta hanno finito per essere visti come normali…..

…..Sembrerebbe logico dirigere i nostri sforzi verso il miglioramento di queste forme anormali dello zoccolo dei cavalli, invertendo le tendenze che hanno causato queste deformità e fornendo una situazione che promuove una buona forma dello zoccolo. Il taglio dei nervi digitali non produce, nella grande maggioranza dei cavalli, alcun effetto che abbia per loro un onesto valore terapeutico. È una procedura medica dannosa, ma è quella maggiormente usata nell’attuale filosofia “usa ed abusa” di tenere i cavalli in attività — e farlo in un momento in cui esiste un’eccellente comprensione delle cause per le quali questi cavalli finiscono con il soffrire un dolore “navicolare” è completamente inutile e irresponsabile — non c’è una valida ragione medica per eseguire queste neurectomie con la irresponsabile spensieratezza con cui sono eseguite. Queste procedure sono un eccellente esempio di come la semplice ignoranza di una appropriata forma e funzione dello zoccolo permetta ai proprietari e ai veterinari di eseguirle. Termini come “procedura di salvataggio” sono diventate molto comuni per descrivere procedure analoghe che prolungano la vita utile dell’animale unicamente per permettere benefici economici all’uomo. Occuparsi del problema reale costituito dalle deformità dei piedi, e delle tecniche per riabilitarli, con un pareggio e uno stile di vita adeguato, prevarrà come unica alternativa accettabile per questi animali e per i loro custodi umani, e si otterrà un vero salvataggio in termini di vita dell’animale. 

L’esecuzione di neurectomie digitali su cavalli con dolore ai talloni o al piede facilita una degenerazione ulteriore dell’intera parte inferiore e degli zoccoli di questi animali, perchè viola e ostacola quello di cui l’intero animale ha bisogno per ottenere una forma e una funzione normale dello zoccolo. Piuttosto di tagliare i nervi di una parte del corpo del cavallo, ottenendo una sensazione completamente illusoria di “soundness”, abbiamo l’alternativa di curare questi cavalli zoppi e i loro piedi deformi per ottenere una forma corretta dello zoccolo e per promuovere una adeguata e vitale funzione fisiologica. Una stimolazione naturale con esfoliazione, movimenti meccanici vitali dello zoccolo, una sensibilità vitalizzante e una eccellente protezione sono solo alcune delle importanti funzioni che gli zoccoli dei cavalli hanno bisogno di possedere, ed è precisamente quello che otteniamo con uno stile di vita e un pareggio adeguati. Questo porta noi e i nostri cavalli sulla via maestra verso una vera soundness, superando di gran lunga le tecniche convenzionali della veterinaria occidentale e promuovendo la salute fisica e psicologica dell’intero cavallo piuttosto di danneggiare una parte vitale della sua anatomia, cosa che porta solo a ulteriore danno, a perdita d’uso e a morte prematura.

Poichè è un fatto che sono i cavalli pareggiati e/o ferrati inadeguatamente a soffrire della “sindrome navicolare”, sappiamo che che ottenere degli zoccoli forti e di forma naturale, e permettere un movimento adeguato su un terreno duro, è essenzialmente una forma di trattamento che sostiene la vita e la salva — è questo tipo di trattamento che prescrivo ai cavalli di cui mi prendo cura, considerandolo l’unica forma di trattamento che rispetta la natura del cavallo. I farmaci vasoattivi e antiinfiammatori non hanno alcun effetto per quanto riguarda il miglioramento delle condizioni dei piedi deformati di questi cavalli malati. I ferri a uovo, le ferrature rovesce, solette speciali, ferri natural balance, solette a cuneo, resine, ferri con traversa e/o con supporto per i fettoni o qualsiasi altro aggeggio artificiale attaccato al fondo dei piedi di questi cavalli non possono essere considerati onesti presidi terapeutici per i cavalli con problemi navicolari o altre affezioni dello zoccolo. Si tratta di un’impossibilità fisiologica; possono solo accentuare le deformità e danneggiare i cavalli a cui sono inchiodati, forse posponendo la comparsa di ulteriori, inevitabili sintomi per alcuni anni, ma nel frattempo accentuando i danni. È ironico che quando questi apparecchi perdono la loro capacità di desensibilizzare il piede del cavallo a causa del danno progressivo che causano essi stessi, sia spesso eseguito l’intervento di neurectomia. Sottovalutiamo gravemente l’importanza della sensibilità, del tatto e delle sensazioni del cavallo. Si tratta di uno dei cinque sensi principali del corpo. Gli zoccoli del cavallo sono le sue mani, che incontrano l’ambiente a ogni passo che fanno. Accecare i loro piedi con marchingegni e successivamente privarli completamente della loro connessione sensoriale con il terreno li priva di una delle funzioni più importanti dei loro piedi. Inoltre, non c’è un singolo caso di un cavallo con una “sindrome navicolare” grave che sia stato guarito da qualche cosa applicato al suo piede. Guarito, e/o “sound”, potrebbe essere definito come un cavallo capace di camminare, trottare e correre in libertà con i propri zoccoli nudi su terreno soffice con vivacità, impulso e assenza di zoppia. È la promozione della forma naturale dello zoccolo e quindi della sua funzione normale che permette al cavallo di guarire dai danni provocati precedentemente dal pareggio inadeguato, dalla ferrature e/o dallo stile di vita, e guariscono in modo veramente soddisfacente se rispettiamo la loro affascinante anatomia e la loro funzione meravigliosamente semplice. Il movimento per la cura naturale dello zoccolo ha il compito di far conoscere questa possibilità ai proprietari di cavalli quando si trovano di fronte alla scelta fra pagare per una “procedura di salvataggio” o dare ai cavalli quello di cui hanno reale bisogno. Sono momenti di vita o di morte per i nostri cavalli e scegliere l’opzione costituita dalla cura naturale dello zoccolo e da uno stile di vita naturale salva ogni giorno la vita di cavalli.

È ironico che persone oneste, benintenzionate stiano spendendo il loro denaro faticosamente guadagnato per trattamenti che rendono i loro cavalli meno validi e meno usabili nel lungo periodo. Termini come “ferratura terapeutica” e “ferratura correttiva” saranno presto smascherati per gli ossimori che sono, e parti interessate come le compagnie di assicurazioni e le organizzazioni per l’affitto dei cavalli ( maneggi, ndt ) metteranno presto in discussione queste pratiche, e non resteranno indifferenti all’idea di sborsare milioni di dollari per pagare per queste procedure e altre “terapie” come le neurectomie che servono soltanto a peggiorare le condizioni dei cavalli di cui hanno la responsabilità. Comunque, questa è l’epoca in cui viviamo … un periodo di transizione sia per noi che per i nostri cavalli. Le nostre responsabilità sono grandi, le conoscenze ci sono, e tutto questo vi si sta avvicinando. 

P.S. “Crystal” sta camminando e trottando bene (con vivacità e impulso) nelle ultime re settimane del “trattamento” che le ho prescritto, e sta lavorando con una attenzione e una vitalità che pochi mesi fa era svanita dalla sua vita. Vive in un paddock di 15 x 30 metri all’estremità del maneggio con un altro castrone su cui si diverte a spadroneggiare, ha fieno e minerali a volontà, riceve ogni giorno una gran varietà di erbe e verdure e l’idea di ingravidarla è rimandata per ritornare alle competizioni di dressage ed al salto ostacoli in primavera. Il proprietario e il veterinario precedente finora non hanno mostrato interesse a visitarla nella sua nuova sistemazione, ma venti altri confinanti sono fortemente consapevoli dello stato in cui quella cavalla zoppa era quattro mesi fa e dov’è arrivata oggi… sono loro che hanno tenuto aggiornati il precedente proprietario, il veterinario e due maniscalchi sui progressi di Crystal. In questo momento sto passando alla sua nuova proprietaria il compito di pareggiare gli zoccoli, poiché si è dimostrata un’eccellente allieva sotto la mia supervisione e ha dimostrato volonterosità e adeguata abilità a curare i suoi zoccoli molto migliorati. Ci sono anche molti altri confinanti che proseguono i miei corsi di gestione degli zoccoli e che saranno in grado di prendersi cura degli zoccoli dei loro cavalli molto presto. Il proprietario e Crystal cominceranno le competizioni a livello regionale in marzo.

Dr. Tomas G. Teskey, D.V.M. Hereford, AZ, U.S.A.

 

 

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Informazioni su Franco Belmonte

Born 1952. Degree in Biological Sciences University of Genova, Italy. Researcher, CNR of Italy 1977-'80 (neurochemistry) then various task related to biology till now. Active Member and Certified Trimmer of the American Hoof Association. Didactic activity: equine podiatry and nutrition. Area of interest: evolution and physiology. Airline pilot and flight instructor for living 1981-2002.