Archivi autore: Franco Belmonte

Informazioni su Franco Belmonte

Born 1952. Degree in Biological Sciences University of Genova, Italy. Researcher, CNR of Italy 1977-'80 (neurochemistry) then various task related to biology till now. Active Member and Certified Trimmer of the American Hoof Association. Didactic activity: equine podiatry and nutrition. Area of interest: evolution and physiology. Airline pilot and flight instructor for living 1981-2002.

Panoramica sulla ricerca e la prevenzione Covid

Questo video di metà dicembre ’20 è stato realizzato in collaborazione tra Israele ed Italia . Tre gli interventi.

Divulgativo e comprensibile ma ad ottimo livello.

Grazie a Israele.net per l’opportunità.

Al momento, 1 gennaio ’21, il Times of Israel dichiara un numero di vaccinati al giorno tale da rendere possibile l’intervento su metà della popolazione per la fine di febbraio (compreso richiamo). Da notare che i numeri, abitanti e superficie, sono paragonabili a quelli di una regione italiana. Ancora una volta un esempio di splendida organizzazione.

 

1 Gennaio 2021
Mentre la campagna di vaccinazione anti-coronavirus israeliana sta per entrare nella seconda settimana, il Ministero della Salute ha riferito giovedì che finora sono stati vaccinati quasi 800.000 israeliani. Con un ritmo che ha raggiunto le 150.000 iniezioni al giorno, il Ministero ha riferito che circa il 33% della popolazione over-60 ha ricevuto la prima delle due dosi necessarie. Israele figura tuttora in testa fra i paesi del mondo per numero di vaccinazioni pro capite, con il 7,74% della popolazione vaccinata. Il ministro della salute Yuli Edelstein ha voluto ringraziare in particolare tutto lo staff sanitario che sta garantendo gli alti tassi di vaccinazioni in 257 postazioni distribuite in tutto il paese. Edelstein ha tuttavia aggiunto che Israele dovrà sospendere le vaccinazioni per due-tre settimane per consentire a coloro che hanno fatto la prima iniezione di poter ricevere la seconda dose di richiamo.

(Israele.net)

Newsletter dicembre 2020

Newsletter di bittlessandbarefoot-studio. Dicembre 2020. Pandemia e attività del gruppo.

Ora abbiamo anche il virus senziente.

Tra le tante fesserie che capita di ascoltare dai salotti televisivi, tristemente pronunciate più dai convocati che dai conduttori, una in questi giorni mi ha colpito maggiormente: “messo sotto pressione dai lockdown il virus muta perché cerca una maggiore capacità offensiva o di evadere”. Peccato per il virus, e meglio per noi, le mutazioni non sono intenzionali in nessun modo. Molto semplicemente si tratta di un errore nella replicazione del materiale genetico. Più replicazioni maggiori possibilità di errore. Nella stragrande maggioranza dei casi, interessando tratti di genoma non essenziali, le mutazioni non comportano di fatto alcunché. Ma in alcuni casi la mutazione è sfavorevole (per il virus) ne provoca la distruzione o ne riduce la possibilità di propagazione ed infezione, in altri è favorevole ed a danno degli ospiti. Logica della selezione naturale vorrebbe che nel tempo tutti i mutanti, o ceppi, più aggressivi e letali spariscano insieme alle loro vittime, lasciando il campo ad una popolazione per così dire mite e adattata. Come dire (ma il virus in se stesso non è in grado di farlo e nemmeno di essere parte attiva nel processo): “Mi replico grazie a te, non mi interessa e anzi mi nuoce arrecarti grave danno”. Una frase come questa, meglio ripetersi, non è attribuibile a nessun vivente ne entità non considerate viventi ma con capacità replicanti come appunto i virus. Voglio aggiungere, pur sapendo di potere essere frainteso parlando come naturalista che tratta la specie umana alla stregua di una qualsiasi altra popolazione animale: “ammesso che grave danno per la specie possa essere considerata la riduzione drastica di una popolazione causata dalla morte dei più anziani”. Soprattutto in un periodo storico che non vede intrapresa alcuna azione di controllo demografico, il benessere è confuso con il PIL ed il numero è mercato. Ogni specie ha nemici naturali che la contengono mettendola sotto pressione e consentono a mutazioni favorevoli nella contingenza di diffondersi. Filosofia a parte l’ignoranza totale dei principi, della logica della selezione e della dinamica delle popolazioni da parte dei partecipanti ai salotti televisivi è allarmante perché essi stessi fanno parte degli staff tecnici o influenzano indirettamente le scelte dei politici. Oltre a concorrere a creare nella massa errore e confusione. Una affermazione come quella che ho citato potrebbe per assurdo arrivare a determinare la scelta di rinunciare al distanziamento fisico (non sociale!) quando è utile il contrario. Infatti con il distanziamento si riduce il numero di replicazioni del virus in altri individui, così anche la possibilità di errori e con essa di mutazioni favorevoli alla ulteriore diffusione o virulenza. Che di solito sono il reciproco una dell’altra. Le considerazioni che concorrono alle scelte sono tante ma spero che l’ esempio sia utile a comprendere quanto negativo sia per la programmazione della difesa dalla malattia, l’ignoranza.

Uno sforzo vero e massiccio dovrebbe essere stato fatto subito per testare il più grande numero di persone possibile. Ammesso di possedere i principi e le tecniche infermieristiche tali da non contribuire invece alla ulteriore diffusione.

Questo sforzo non dovrebbe essere limitato ad aree circoscritte come la provincia di Bolzano. Nessuno da marzo ad oggi sembra orientato in tal senso. Vengono avviati al tampone solo particolari categorie o chi è sintomatico. Ignoranza. Il danno complessivo supera di gran lunga il costo di una seria operazione di identificazione dei portatori a tappeto. Avremmo per questo migliaia di laboratori privati e decine di laboratori specializzatissimi del CNR!

Uno sforzo enorme dovrebbe ora essere fatto per vaccinare il più grande numero di persone nel più breve tempo possibile per salvare vite umane, disastri economici e, tornando in tema, per cercare di competere con il virus in velocità riducendo la possibilità di mutazioni potenzialmente maggiormente aggressive o che comunque costringerebbero il sistema alla rincorsa.

La consapevolezza, la logica, sono importanti. La loro diffusione impedirebbe il compimento di errori. Se ricordate questo inverno venne dato risalto al servizio di “tamponamento della popolazione” tramite furgoni mobili in Piemonte. Alla televisione venne spiegato che i pazienti venivano fatti scendere in strada e…fatti salire sul furgone dove un infermiere eseguiva il tampone. Così, raccontava il conduttore televisivo, l’infermiere non doveva svestirsi e rivestirsi ogni volta e non era necessario cambiare i guanti già difficili da reperire! Entrava il sospetto, veniva effettuato il prelievo, il furgone si spostava, così raccontavano i giornalisti. Si si spostava per il quartiere e portava carica virale a spasso. Il Piemonte è stato in breve una delle regioni più colpite. Nello stesso tempo in altri luoghi venivano allestiti drive in e, in questo caso correttamente, si faceva notare che le persone non dovevano scendere dalle loro vetture. Nessun contatto materiale. Equivoco su principi infermieristici. Quanti e quante volte? Non ho visto biologi o naturalisti (scienze naturali) o chimici in televisione. Una volta una giovane biologa in un laboratorio di analisi subito zittita. Non ricordo altri, magari non ero in ascolto. Dall’ordine non ho avuto occasione di apprezzare posizioni su tecniche e indirizzi. Andremo al traino dell’Europa e della burocrazia come sempre mentre Israele annuncia milioni di vaccinazioni in un mese, negli USA i numeri a sei zeri sono di questi giorni, i russi vanno per i fatti loro e dei cinesi nemmeno parlarne.

Scusatemi questa premessa. Vorrei che qualcuno leggesse “il caso e la necessità” di J.Monod. Biologo e premio Nobel per la medicina nel 1965. Specialmente vorrei che lo leggessero coloro che, come il responsabile della infelice uscita al centro di questo articolo, fa un brutto servizio alla scienza. Non rimane altro a costoro che credere nella generazione spontanea.

Vi ringrazio per la pazienza, ora due parole sulla nostra attività divulgativa delle buone tecniche di gestione naturalizzata del cavallo.

Il piccolo piccolo mondo dei cavalli. Ad agosto 2020 Equicaere (Mauro Carugo e Chiara Itri) hanno organizzato per me un corso di dieci giorni centrato sui principali argomenti. Alimentazione, analisi del fieno esaustiva ed economica dove e come, pareggio dello zoccolo e spazi ovvero igiene. Il prossimo anno l’idea è quella di proporre più incontri brevi primaverili propedeutici ad uno conclusivo, magari un lungo fine settimana, a luglio o inizio agosto.

Se siete interessati chiamate o contattate Equicaere.

Un altro nostro obiettivo è riprendere e proseguire i corsi con Wendy Bryant.  Ne sono stati organizzati tre in tre anni. Alcuni allievi, tra essi la veterinaria Jennifer Keller hanno iniziato a mettere in pratica quanto appreso. Il desiderio è quello di consolidare e migliorare le conoscenze e far si che la tecnica non invasiva che è propria di Tomas Teskey VDM, di La Flure e molti altri negli USA sbarchi definitivamente. Le bocche dei nostri cavalli lo reclamano. Per le solite ragioni questo potrebbe aver luogo, ragionevolmente, in autunno quando tutti speriamo di avere più capacità organizzativa e libertà di movimento.

A tutti un saluto,

Franco Belmonte

dicembre 2020

AHA – Elenco trimmers al dicembre 2019

AHA certified trimmer and apprentice list updated 12, 31, 2019

Nominativi elencati sottostanti quello di H.Greenwald:

Ida Hammer Certified Professional Congerville, IL(309) 264-7837 Website Hensley R. Certified Professional Macksburg, IA(641) 745-5576 Eric Knapp Certified Professional Eureka, IL(309) 256-0582 Carugo MauroCertified Professional Rome, Italy(328) 153-9054 Jeannean Mercuri Certified Professional Long Island, NY(631) 434-5032WebsiteMilner Moss Certified Professional George, South Africa+27 83 604 0910 Pete RameyCertified Professional WebsiteAnne Riddell Certified Professional Barrie, Ontario(705) 427-1682WebsitePatrice Sager Certified Professional Lost River, WV(540) 830-9404 Jeanne Starr Certified Professional North East, MD(410) 598-4038 Åsa Jahnke Stephens Certified Professional Sweden0768 16 95 58 WebsiteAnn Szolas Certified Professional Aberdeen, WA(360) 580-4233 Ruthie Thompson-Klein Certified Professional Lopez Island, WA(360) 468-2198 Jennifer Vallieres Certified Professional Woodbury, TN(615) 542-6089WebsiteGeri White Certified Professional Middleburgh, NY(607) 437-7993WebsiteJeannie Wright Certified Professional Ringwood, IL(815) 245-9617WebsiteGianluca Balzani ApprenticeCesena, Italy+39 (333) 390-3360 Don Egidio ApprenticeColumbus, NJ(973) 876-4475 Roberto Fabbri Apprentice Forlì – FC – Italy+39 (347) 584-8175 Charlotte Miller-Enders Apprentice Galion, OH(330) 317-7196

 

teoria e pratica della gestione naturalizzata, 22-29 agosto 2020

    Il corso è stato posticipato di una settimana. Dal 22 – 29 agosto.  La data riportata sulla locandina è superata.

Questa estate bitlessandbarefoot-studio organizza un corso settimanale per la divulgazione delle tecniche di naturalizzazione della gestione del cavallo e dell’asino.
Igiene degli spazi, alimentazione ed elaborazione della dieta adeguata a peso, attività e condizione degli animali, il pareggio dello zoccolo e la riabilitazione.
Verranno indicate letture ed incoraggiata l’esperienza personale e il successivo riscontro delle capacità acquisite. L’incontro, teorico e pratico si terrà presso il centro Equicaere a Cerveteri. Le lezioni si terranno all’aperto tenendo conto delle necessità di distanziamento sociale già mantenuto normalmente e sottostante ai nostri principi che ritengono l’alto rapporto tra superficie ed individui la base irrinunciabile per il benessere animale.
Le lezioni e la attività pratica terranno conto di questo e del periodo scelto. Si svolgeranno infatti in massima parte durante la mattina lasciando alcuni pomeriggi al ripasso e studio individuale ed al riposo. Prevediamo una ripresa serale della attività di gruppo grazie a sistemi telematici se la situazione dovesse renderla necessaria. In una parola faremo il possibile per conciliare le esigenze ed i desideri dei partecipanti.
L’alimentazione e la dieta saranno trattate grazie ad analisi di campioni di fieno elaborate dai laboratori Dairy One – Equianalitycal americani. Dedicheremo attenzione alla alimentazione particolare del cavallo atleta in alcune lezioni dedicate soprattutto a coloro già in possesso delle basi di nutrizione animale. Il pareggio dello zoccolo di routine e la riabilitazione invece secondo i principi della American Hoof Association di Pete Ramey, dei maestri storici del barefoot e l’esperienza nel pareggio naturale dello zoccolo maturata in quindici anni di lavoro sul campo dagli istruttori.  

Le persone di riferimento per informazioni e prenotazioni sono MauroCarugo e Chiara Itri di Equicaere, Cerveteri (Rm). In caso di difficoltà di contatto potete in alternativa scrivere a:  dr.francobelmonte@gmail.com  ottenendo risposta entro 24 ore.

   Il corso è stato posticipato di una settimana. Dal 22 – 29 agosto. ! 

Pandemia. Delusione e Vergogna.

Delusione e Vergogna sono i due sentimenti che provo in queste settimane. Vedo finalmente intorno a me, ma so che è solo una breve parentesi, l’ambiente che desidero. Poco rumore, poche automobili, poca gente. I mezzi pubblici saranno riadattati e saranno disponibili solo posti a sedere? Sulle spiagge gli ombrelloni saranno distanziati. Non è quello che tutti hanno sempre desiderato? Da giovane frequentavo campeggi e evitavo la pressione di quelli più frequentati. In occasione di un viaggio negli USA rimasi piacevolmente impressionato dalle regole che limitavano l’ingresso e le piazzole normalmente distanziate in un modo che non aveva uguali in Italia. Le regole di distanziamento sociale hanno ristabilito le distanze. Giuste. Il rammarico consiste nel vedere questo precario distanziamento raggiunto a causa delle misure straordinarie Covid e non grazie ad una minore densità di abitanti per km quadrato.  Dal 1920 al 2020 la popolazione italiana si è più che triplicata. Lo sconsiderato appello a far figli, la tassa sul celibato, la necessità di baionette hanno fatto parte dell’insieme di sciocchezze che hanno fatto entrare in guerra i nostri nonni. Il boom del dopoguerra, l’edilizia dei palazzi di sette piani insieme agli ecomostri ha completato l’opera. Il rammarico è reso ancora più profondo dalla constatazione che non c’è forza politica che arrivi a considerare il tasso di natalità ridotto una risposta di difesa naturale. Come ogni biologo farebbe. Non c’è popolazione che sotto stress non riduce i suoi numeri. Un esempio? Le pensioni, L’INPS faticherà a corrispondere le pensioni? Allora serve il bonus bebè e favorire l’immigrazione. Con il risultato di appesantire ancora i servizi. Non sarebbe vera dimostrazione di rispetto per le generazioni future eventualmente ridurle le pensioni? In modo scalare in attesa di un naturale, purtroppo veloce, riequilibrio generazionale?

Basterebbe guardarsi intorno in Europa per notare che la densità e lo stato di benessere della popolazione sono inversamente proporzionali se non in casi particolari dove l’organizzazione ed il sentimento di appartenenza sono tali da supplire in qualche modo alle difficoltà di vivere in un pollaio. Peccato che noi, forse più di ogni altro paese della comunità, manchiamo di una e dell’altro.

Il mondo nel suo complesso dimostra lo stesso trend demografico dell’Italia.  Cina e India hanno la responsabilità di gran lunga maggiore. Non credo che cinesi e indiani possano essere considerati popoli felici. I cinesi paiono ossessionati dal miraggio del primato mondiale, gli indiani non si capisce bene ma in entrambi i casi le popolazioni si comportano come un alveare dove l’individuo abdica alla sua identità a favore della comunità. Durante il secolo scorso nessun intellettuale o ricercatore trascurava di porre l’accento sulla necessità di una seria politica di contenimento della crescita della popolazione basata su considerazioni logiche. I più giovani non ricordano Rita Levi Montalcini e suoi colleghi Nobel del ‘900 ed i loro sforzi nel tentativo di orientamento politico e sociale. Un sistema finito ovvero di determinate dimensioni, la Terra, non può mantenere una popolazione in crescita incontrollata. Alla faccia di una qualsiasi produzione ecosostenibile. Nessuno può credere davvero che una popolazione di sette miliardi di persone possa essere mantenuta da agricolture biologiche e allevamenti di polli a terra senza l’uso di antibiotici.  Ne che possa essere realizzato un trasporto pubblico igienico. Solo il controllo demografico consentirebbe a lungo termine il distanziamento naturale.

Ma anche le poche politiche demografiche sono fallite. Soprattutto in India dove i furgoni ambulatorio di Indira Ghandi proponevano la sterilizzazione maschile tramite vasectomia dietro compenso, ostacolati con successo dalla propaganda indù. In Cina la temporanea regolamentazione delle nascite ha contribuito senza dubbio all’attuale crescita. Un gran numero di lavoratori a bassissimo costo consente di invadere di prodotti il mercato, un numero ancora maggiore sarebbe stato di intralcio. Forse è a questo che pensano i politici di casa nostra? Voi immaginate le conseguenze di questa rincorsa?E potete immaginare l’ambiente, le possibilità, cosa sarebbe e come si vivrebbe in una Italia di venti milioni di persone ante prima guerra mondiale in possesso della conoscenza e tecnica attuale? Intanto non dovremmo elemosinare soldi dalla comunità europea. E qui arriviamo al secondo sentimento, quello della vergogna.

Nessuno si fida del nostro paese. Senza tornare a commentare il ventennio, l’impero e le sue catastrofiche imprese basta constatare che non si è stati capaci in settanta anni di rimediare alla involuzione del sud, di eradicare la criminalità organizzata, di correggere il malaffare della corruzione. Perché dovrebbero darci credito. A quanto pare non siamo solo pieni di debiti ma incapaci di progetto. Alla delusione e alla vergogna si aggiungono l’incredulità e la nausea. Il teatro della politica e della amministrazione pubblica non si differenzia dalle storielle fantasiose dei film della serie I pirati dei Caraibi. Tutti contro tutti. La bugia ed il tradimento eletti a sistema. La bussola non indica la direzione bensì quel che il singolo desidera per se stesso al momento. L’incredulità diventa nausea ascoltando politici affermare che coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza non possono essere impiegati in agricoltura perchè, udite, per raccogliere i pomodori e le fragole serve una specializzazione! Che a quanto pare la manodopera straniera possiede!?  Nessuno mi ha chiesto certificati quando lavoravo come scaricatore in porto a Genova ne per vendemmiare. Ricordo solo la fatica ricompensata dalla soddisfazione.

Quel che non manca mai è la stucchevole propaganda. Il paese più bello del mondo! E la burocrazia, utile a nascondere incapacità e traffici. La confusione normativa. Non vado al mare ma brindo agli ombrelloni finalmente a distanza ed agli olandesi che giustamente fanno fronda e ci mandano a quel paese ricordandoci che non siamo intelligenti come pretendiamo.

AHA e PHCP. La fusione. Mauro Carugo nella AHA

Fusione tra AHA e PHCP. Mauro Carugo certified practitioner della American Hoof Association.

La American Hoof Association e la Pacific Hoof Care Practitioners si sono fuse in un unico gruppo. Le due associazioni hanno avuto dall’inizio idee e persone in comune. Certificati AHA sono stati i fondatori, gli istruttori ed animatori della PHCP. Pete Ramey la figura trainante di entrambe.
Perché due gruppi distinti? Quali le loro caratteristiche?

A parte la consueta difficoltà umana di elaborazione ed organizzazione e obiettivo comuni la AHA si è contraddistinta per la assoluta mancanza di interessi sottostanti.
Si è entrati, fino a dicembre del ’19 a far parte della AHA sottoponendo al comitato di valutazione la propria attività teorica e pratica, la capacità di riabilitazione dello zoccolo e ottimizzazione della performance del cavallo, la propria capacità di espressione e insegnamento.

Quando Ramey  si mise in pausa per dedicarsi alla scrittura del libro “Care and Rehabilitation of the Equine Foot” indicò come suoi sostituti nella attività di mentore e clinician i membri certificati della sua AHA. L’esame, durissimo.
Nessuna organizzazione verticistica e nessuna suddivisione dei membri in classi di appartenenza. Solo recentemente era stata aggiunta la possibilità di essere riconosciuti come “apprentice” presentando un programma ridotto in attesa della certificazione piena. Una tale struttura capite che non si prestava a deviazioni e compromessi. La preparazione del materiale per la valutazione occupava il candidato, già professionista da almeno due anni, da un minimo formale di sei mesi ad un più realistico anno e mezzo e comprendeva la dimostrazione della riabilitazione di cinque diversi casi patologici in tre pareggi consecutivi per un totale di quindici, la discussione filmata di altri pareggi con ogni scelta ed azione motivata, il corretto utilizzo di accessori  ad esempio le scarpette, del terreno di lavoro, riabilitazione, riposo e pascolo nonché la prova della pratica conoscenza di molti altri aspetti relativi alla gestione quali la nutrizione, eccetera. Quasi tutti erano nel contempo conoscitori del lavoro di Robert Bowker, di Debra Taylor, di Eleanor Kellon. Specialmente di quest’ultima responsabile di una importante opera didattica. Senza trascurare lo studio comparativo delle opere dei maestri storici del barefoot, Ramey e Jackson innanzitutto.

Ma lo studio non terminava con la certificazione. Ognuno poteva, anzi era richiesto, condividere i casi più difficili perchè l’esperienza di uno potesse diventare comune.
I membri erano anche concordi nel sostenere che la loro attività pratica doveva, nei modi scelti da ognuno, essere accompagnata dalla divulgazione dei principi e formazione di nuovi “hoof care provider”. Questa in breve era la American Hoof Association.

Il percorso nella PHCP è formalmente simile anche se guidato. Esiste infatti la figura del mentore, dell’insegnante, insomma si tratta di una più standard organizzazione a scalini. Mentre nella AHA il candidato “correva da solo” impegnandosi nello studio dei maestri e facendo affidamento sulle esperienze sue e di altri nella speranza di entrare in un club ad alto livello guidato dalla figura carismatica di Ramey nella nuova PHCP si è condotti “per mano”.
Naturalmente il primo modo di intendere è, o meglio era, ottimo per chi possiede un buon livello intellettuale e capacità pratica nonché di applicazione e ricerca mentre mal si adatta al principiante o a colui che addirittura dovrebbe ricorrere, come succede spesso all’Università ai meno dotati, a organizzazioni private per la preparazione degli esami.
Ognuno può evidenziare pregi e difetti insiti nelle due diverse strutture. La AHA è stata vista come elitaria o addirittura come una setta da chi non si è mai sentito in grado di affrontare il percorso di valutazione. Gratuito e impegnativo. Si, avete letto bene, gratuito. A nessuno è mai stato chiesto un soldo, solo capacità critica, perseveranza, studio. E nessuna omologazione nelle idee.
Inutile dire che io la preferivo anche se ho introdotto entrambe in Italia e sono stato il primo certificato in ambedue.
Credo che il travaso di persone del calibro di Pete Ramey, Gery White, Lisa Dawe in aggiunta alle migliori già presenti faccia si che la nuova organizzazione possa fare proprie le migliori qualità di entrambe.
Il movimento barefoot non ha bisogno di ulteriori associazioni con l’unico scopo se non quello divendere patacche a buon mercato o a caro prezzo.
Certo la lingua inglese continuerà a costituire una barriera ma la sua conoscenza, almeno quella sufficiente a leggere e scrivere, è necessaria in qualsiasi attività. Non si può comprendere Jackson o Ramey per interposta persona. Non si può discutere se non nell’ambito del ristretto circuito nazionale.
Ora, non credo che mi rivedrete come anni fa nell’elenco della PHCP, ogni cosa ha una fine, anche se continuerò a dedicare un poco di spazio e tempo ai cavalli ed a coloro che li vogliono tenere bene. Ovvero naturalizzando la gestione.
Finchè il sito della AHA occuperà uno spazio nel web mi ci continuerete a trovare. Il vecchio sito della AHA infatti sarà mantenuto vivo anche se inattivo per reindirizzare i visitatori a quello della PHCP .
Interessante per noi italiani è che l’ultimo atto del comitato di valutazione della American Hoof Association è stato quello di certificare Mauro Carugo di EquiCaere. Il suo centro si trova a Cerveteri.
Mauro Carugo si occupa di addestramento cavalli e di pareggio, periodico e riabilitazione. Scuola di equitazione e pensione.
La sua certificazione, che ha impegnato il comitato di valutazione della AHA tutto il mese di dicembre fino a Natale è stata una bella soddisfazione per lui, che si preparava da anni, ma anche per me.
Circa dieci anni fa Mauro Carugo si è affidato a me per migliorare progressivamente la gestione dei suoi cavalli.
Analisi del fieno, integrazione della dieta, analisi delle feci per la valutazione delle parassitosi, la sistemazione ottimale degli spazi che lo ha condotto insieme alla moglie Chiara a sostenere le spese per acquistare nuovi pascoli in vista della riduzione del carico animale per ettaro.
Non vi è stato in dieci anni un solo caso di colica nel centro. Gli unici cavalli laminitici sono quelli arrivati tali per essere riabilitati. Lo stesso dicasi per le patologie della parte posteriore del piede, leggi sindrome navicolare. Dieta di solo fieno, ben ftto e adatto alla condizione ed attività dei cavalli del centro, integrazione minerale ad hoc.
Probabilmente troverete lui negli elenchi della PHCP. Giovane e professionista è utile e logica l’appartenenza ad elenchi professionali.
Con la fusione i certificati AHA troveranno infatti casa liberamente nella PHCP. Ed è naturale in quanto si tratta di professionisti di lungo corso e di più alto valore.
Tra loro il fisico Leonardo deCurtis, già certificato ed appartenente ad entrambe da tanti anni.
Tra gli altri AHA che non credo troverete dall’altra parte ricordo Gianluca Balzani e Roberto Fabbri, entrambi apprentice. Hanno uno scarso interesse di appartenenza poiché svolgono principalmente altre attività anche se conoscono il pareggio professionalmente e si prestano con successo spesso volontariamente. Con ogni fusione come nei traslochi si perdono pezzi per strada…bei pezzi. Con la raspa in mano ed in sella.
Altri bravissimi pareggiatori con interesse a trecentosessanta gradi sugli equidi come Gianfranco Soggia o Giuseppe Princiotta sono più anziani, per questo anche essi poco interessati ad ogni tipo di associazione. Avessero completato la “application” sono certo che sarebbe stato un successo. Non credo esista un esperto di asinelli più in gamba di Soggia nè un entusiasta della tenuta e calibro di Princiotta. Grazie soprattutto a loro, a Mauro Carugo e Chiara Itri è stato possibile organizzare per la terza volta uno stage con Wendy Bryant sulla cura e pareggio dei denti. Pareggio con utensili manuali e senza l’uso di anestetici grazie alla abilità manuale e confidenza nella gestione del cavallo da terra.  Una tecnica quella di Bryant e prima di lei dei maestri La Flure e Fragale che permette con utensili manuali, a freddo e senza anestesia il bilanciamento anche dei soggetti più anziani minimizzando lo stress. Tutti speriamo che nel prossimo futuro gli studenti di oggi possano diventare un aiuto per gli altri proprietari. Soprattutto speriamo che Jennifer Keller, vicina alla laurea in veterinaria, continui su questa strada.
Come spesso si sente dire in altri campi è mancato di fatto l’impegno continuativo di un maggiore numero di giovani, soprattutto per la formazione. I giovani hanno spesso colto, della mia attività divulgativa ed didattica, solo l’opportunità di lavoro ed in modo affrettato. A molti è macata la stoffa ovvero la tenacia e il cuore che serve in ogni attività continuativa e per sottoporsi a giudizio. Ma tra i giovani Gianluca Civeli di Certaldo occupa un posto a parte. Gianluca è un freelance ed outsider naturale. Finalmente lo vedo stabilizzato dopo anni di ricerca di un posto sicuro ed affidabile per gli animali. In provincia di Siena è difficile trovare e mantenere ettari sufficienti per un branco in gestione naturalizzata. Lo spazio che offre ai suoi cavalli è stupendo. Al resto pensa con le sue doti di addestratore e pareggiatore.
Tornando alle due “americane” ed in definitiva, nella fusione tra AHA e PHCP è stata percorsa la strada che ormai sembra obbligata per tutti. Le attività e gruppi si fondono per dare vita ad associazioni ed imprese di maggior peso.
Venendo a noi, bitlessandbarefoot-studio resta tal quale. Le visite al sito sono molte e restiamo un punto di riferimento nazionale. La conoscenza non brillantissima della lingua inglese e la non continuativa collaborazione di coloro che sono di lingua madre inglese impedisce fortemente la diffusione del sito fuori dai confini. Ma alcune monografie che sono riuscito a tradurre in un buon inglese come “Sindrome Navicolare” hanno avuto un grande successo e sono in prima pagina nei motori di ricerca. Nelle consultazioni gli Stati Uniti occupano il primo posto cui segue l’Italia.

Il futuro prossimo?
Questa primavera e la prossima estate sarò lieto di partecipare agli incontri che saranno organizzati per me o con me soprattutto da Carugo grazie anche alla posizione centrale e facilmente raggiungibile di Equicaere nel Lazio sulla via Aurelia.
Vorremmo affiancare a delle giornate introduttive sulle generalità della gestione delle giornate dedicate allo studio dei maestri del barefoot. La tecnica del pareggio si è evoluta rapidamente nel volgere di quaranta anni. Scoprirne storia e motivazioni costruisce pareggiatori che sanno adattarsi alle condizioni e scenari che cambiano pur mantenendosi focalizzati sul benessere animale.
Saluti a tutti. Complimenti a Mauro e auguri ai vostri cavalli. Dipendono dalle vostre scelte.

Franco Belmonte, bitlessandbarefoot-studio, gennaio 2020

La bocca del nostro cavallo – 2019

Gianfranco Soggia, Mauro Carugo ed altri

Immagini dal corso, riprese di G.Soggia

Un nuovo incontro farà seguito a quelli già avvenuti gli anni scorsi.

Wendy Bryant tornerà la seconda metà di ottobre per riprendere il programma didattico. Ad un ripasso seguiranno argomenti nuovi e maggiormente approfonditi, tecniche e dimostrazioni.

Ricordo al nuovo lettore di questo sito che Bryant appartiene alle scuole di Spencer e Fragale che escludono o  minimizzano l’utilizzo di sedativi grazie alla capacità di gestione ed approccio. Gli strumenti per il pareggio sono manuali. Senza rumore, vibrazioni, calore, stress e contenimento.

Il gruppo degli allievi è sostanzialmente già formato ma posti di auditore sono disponibili.

Contattate Mauro Carugo di Cerveteri, centro EQUICAERE, per informazioni:

carugomauro88@gmail.com

Insight the Equus – Tomas Teskey

Un nuovo, fresco e sincero, libro scritto da un veterinario. Una visione che va ben oltre quella del tecnico capace di “rimettere in piedi” e rendere utilizzabile il cavallo. La visione di un Medico che guarda alle condizioni di vita, di gestione, di igiene, necessarie ad assicurare benessere ed una lunga vita.

Teskey spazia tra il pareggio e la cura dei denti, tra lo spazio e il branco, dalle vaccinazioni agli antiparassitari, l’alimentazione.

Il prezzo ne fa un libro accessibile con qualche difficoltà, anche a causa dei ricarichi di spedizione, ma spero in futuro di potere offrire una edizione italiana.

Insight to Equus

Nel link descrizione del testo, cover, immagini

Risposta allo Sciopero Globale Clima

Le discussioni sul clima si fanno via via più frequenti. Il nodo centrale delle discussioni sono le modalità di produzione di tutto quanto viene utilizzato nella vita di tutti i giorni in particolare per gli spostamenti.

Le frasi e la posizioni sono ricorrenti.

Ricorrente è la dichiarazione sulla incapacità sostanziale dell’uomo alla rinuncia, alla estrema difficoltà di una conversione industriale che significa lo stravolgimento della vita di ognuno e della società nel suo complesso. Ciò che si è determinato in un secolo, è comodo e per molti versi utile, non si può smontare facilmente. Non può essere facilemnte digerito dal singolo.

Di qui la richiesta alle istituzioni, nazionali e sovranazionali, affinché, passando al disopra della volontà e comportamento dei singoli, prendano progressivamente ed in modo accelerato quei provvedimenti che si crede possano frenare il degrado ambientale e invertire la attuali tendenze.

Sopravvissuti ed evoluti, come tutti gli altri animali e piante, in continua lotta per la sopravvivenza portiamo in noi stessi il “selfish gene” di Dawkins, un patrimonio genetico inteso a perpetuare se stesso nel tempo senza nessuna sensibilità verso il resto del mondo o meglio una graduale diminuzione di interesse per gli individui via via più distanti da noi nel rapporto di parentela e poi di specie. Man mano che la sensibilità diminuisce aumenta l’interesse utilitaristico.

Tutto ciò può essere solo in minima parte smorzato, regolato, dalla legge. La nostra natura si esprime attraverso le leggi e non viceversa. Con le leggi, ma una norma scarsamente condivisa ha vita breve, si cerca di contemperare l’interesse individuale a quello della comunità. Ogni comunità esprime un diverso ordinamento o interpretazione.

Questa natura umana, inerentemente egoista che, è bene ripeterlo, é comune ad ogni vivente, non può essere dimenticata quando si parla del futuro della nostra casa, il pianeta Terra.

Come ogni territorio nel suo complesso é in grado di supportare la vita di un numero molto grande di specie in equilibrio tra loro. Ma se molto grande è il numero di specie possibili, anzi la variabilità pare in rapporto inverso con la ricchezza e qualità della vita, non così é per il numero di individui di cui é composta la singola popolazione. Nessuna di esse può ingrandirsi a dismisura se non a scapito delle altre e a medio o lungo termine a scapito di essa stessa. Man mano che ci si avvicina al vertice della catena alimentare il danno provocato dal sovrannumero é maggiore e gli esiti precoci.

Qualsiasi allevatore, sociologo, psicologo od osservatore naturalista conosce bene ed a riflettuto a lungo sui problemi indotti dall’aumento della densità della popolazione. Ma non bisogna essere degli scienziati per apprezzare la differenza fra la qualità della vita umana od animale in un ambiente rarefatto e ben organizzato e quella possibile in un pollaio dove l’allevatore per il suo interesse particolare non tiene in alcun conto il benessere degli animali che sono intesi come macchine produttrici.

L’aumento della densità riduce gli spazi e la qualità della vita per il singolo ma non il cibo solo quando la comunità vive in ambiente circoscritto dove il cibo proviene dall’esterno.

Per quanto grande la Terra è un ambiente finito, inteso come di superficie limitata e definita. Come tale non è in grado di mantenere una popolazione i cui individui aumentano indefinitamente. Anche se teoricamente fossero mantenuti stabili i rapporti fra le varie specie.

Il cibo necessario é solo uno delle variabili indotte dal numero dei componenti della popolazione.

Il cibo ed il nostro comportamento si traducono inevitabilmente in rifiuti.

Anche una popolazione di pesci, che non va né in automoble né a scuola e men che meno utilizza derivati del petrolio é capace di soffocare se stessa in un acquario con le proprie deiezioni. Un numero determinato di pesci può vivere in un acquario. Un numero determinato di capi di bestiame può vivere in un pascolo.

Se è necessario rivedere per modificarli i nostri comportamenti, è altrettanto necessario comprendere che non si può evitare di discutere sul numero degli utilizzatori. Sarebbe onesto intellettualmente ma le poche volte che questo accade si è ignorati, zittiti o accusati apertamente.

Durante il secolo scorso l’incremento demografico era al centro delle discussioni come causa del degrado ambientale. Oggi al suo posto ci sono le metodiche di produzione dell’energia quando, ed é paradossale, esse sono in media meno inquinanti di allora. Il fatto é che la produzione é aumentata in modo esponenziale per far fronte ai maggiori consumi del singolo ma, é questo il punto, alla maggiore diffusione dei consumi ed al maggiore numero degli individui. Che possono e potranno consumare responsabilmente di più se saranno di meno.

Forse ogni discussione potrebbe essere affrontata in modo più logico se non si dimenticasse uno o l’altro dei due aspetti. La frase “nessuna madre o nessun padre per quanto si dia da fare può allevare e alimentare le aspettative dei propri figli se i figli sono troppi” non dovrebbe essere sottovalutata.

Non c’è intellettuale del ‘900 che non l’abbia pronunciata. Io ricordo mio padre, anni ’60.

Ai ragazzi che scendono in piazza per reclamare politiche ambientali vorrei ricordare che esistono le politiche demografiche.  Il vostro futuro non é tanto nelle mani degli anziani quanto nel freno che saprete porre alla riproduzione quindi all’incremenponderale to della comunità umana mondiale. La spinta alla riproduzione, come l’egoismo, appartiene al singolo individuo piaccia o no. Solo la comunità può in qualche modo cercare di limitarla. Programmarla sarebbe il termine corretto. Peccato che in qesto caso il termine risulti antipatico. Tutte le leggi o solleciti utili al controllo demografico del passato hanno incontrato grande difficoltà perchè non sono comprese ed in opposizione ai nostri istinti.  Controlliamo la sorte ed il numero di tutti gli altri esseri viventi. Dovremmo imparare a gestire il nostro.

Franco Belmonte,   bitlessandbarefoot-studio.org

Equine Laminitis – Managing pasture to reduce the risk

“Equine Laminitis – Managing pasture to reduce the risk”  scritto da K.Watt (agronoma) è pubblicato on line dal governo australiano (Rural Industries and Development Corporation)

 Il pdf è scaricabile ed é possibile la lettura on line, dal sito di RIDC.

La laminite è il risultato del disordine metabolico indotto da una alimentazione inadeguata, adattata alle necessità di magazzino, facile distribuzione dei concentrati, pascolo in stagioni e di erbe non adatte, ignoranza. Il piccolo libro é una ottima introduzione al pascolo, le erbe, la fienagione ed a tutte le variabili che influenzano il contenuto di NSC (carboidrati non strutturali) che, ad alto indice glicemico dovrebbero essere ridotti e sotto controllo nella dieta.  La lettura dovrebbe essere integrata dagli articoli disponibili sul sito Safergrass di K.Watt. Lo stile è semplice e l’inglese di facile comprensione. I “fatti” consentono a chi  lo desidera di migliorare le proprie conoscenze e salvaguardare la salute del proprio cavallo. La naturalizzazione della gestione e lo spazio non debbono essere confusi con l’abbandono e la deresponsabilizzazione. Lo spazio, i campi, il pascolo vanno organizzati in modo tale da rendere la gestione economica e sicura al tempo.

Watt- Equine lamitis…pasture